Take Me Home 1x07: Been Given A Morning

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Il caffè fumante riempiva le loro tazze, e un sorriso fu strappato a tutti dagli occhiali di Steven, appannati per il vapore.
"Allora, mettiamo insieme tutto il materiale che abbiamo raccolto" disse il ragazzo tirando fuori il suo portatile e dando ad ognuno carta e penna.
"Che dobbiamo fare, giocare a nomi cose e città?" disse Eve in tono sarcastico.
"No, ognuno di noi scrive quello che sa, che ha visto, che ha sentito in questi giorni, non serve a nulla tenerci info e supposizioni tutte per noi".
"E poi...?"
"E poi riporto tutto sul pc e vediamo cosa ne esce".
"Il tizio, Fridus, ha detto che abbiamo capito qualcosa e..." disse Meg prima di essere interrotta da Eve.
"Prima di tutto dobbiamo chiarire una cosa, perchè é inutile che ci giriamo intorno. Le due persone, l'uomo e la donna, sono Adam e Megara, quindi sono loro a dover portare a termine la missione. A me è stato detto che questa non è la mia missione, Michelle è stata terrorizzata Dio solo sa da cosa, Jonas di certo non è il salvatore dell'Universo, e Steven ha sicuramente scoperto di essere l'unico che possa risolvere tutto questo immenso casino. Quindi chi si vuole tirare indietro lo faccia ora o mai più".
Il silenzio calò sul tavolo della caffetteria, mentre la città di Londra si stava pian piano svegliando.
"Tu hai intenzione di tirarti indietro? Se come dici non è la tua missione hai tutto il diritto di farlo, e anche voi" rispose Meg.
"Tirarmi indietro non fa parte di me, e non ho mai pensato per un attimo di farlo".
"Michelle, Steven, Jonas. Questa è la situazione, Eve ha ragione, quindi senza problemi, diteci cosa volete fare. La storia si sta facendo seria, dentro o fuori".
Eve e Meg si erano appena auto elette come capitani della spedizione, nonostante non sapessero ancora davvero a cosa stessero andando in contro.
"Io ci sto, ho il mio compito, me lo ha detto lo specchio" disse Steven, sicuro di se come mai nella sua vita.
"Qualunque cosa accada, io sono qui" disse Michelle, stringendo il cammeo.
"Ne sei davvero sicura?" le chiese Meg preoccupata. 
Steven le strinse la mano. "Se vuoi vado solo io".
"Sono sicura" disse Michelle, guardando Meg, e poi voltando lo sguardo verso Adam.
Lo aveva sognato, Adam, in un luogo a lei sconosciuto, e non capiva perché lo avesse sognato. Era l'unica persona del gruppo con il quale non aveva avuto alcun contatto, e solo in quel momento lui si sentì osservato, e le sorrise, quasi imbarazzato.
Era il momento di Jonas, che non disse nulla. Iniziò a fissare anche lui Adam, il suo amico, era per lui che era li, ma valeva davvero la pena di rischiare tutto, e rischiare di non tornare più a casa, come gli aveva predetto lo specchio, per una amicizia?
Adam non aveva detto una parola, per nessuno, come se non gli importasse davvero di nessuno in quel momento. Non gli aveva chiesto di restare, e non si era preoccupato per i rischi che stava correndo.
Pensò anche ad Eve, a come la loro amicizia stava aumentando in quei giorni, a come lei, pur sapendo che avrebbe perso Adam quando tutto sarebbe finito, era rimasta li.
Pensò a Steven e Michelle, che stavano mettendo tutto a rischio per Megara.
E pensò a se stesso. Voleva davvero essere l'unico a tirarsi indietro? Voleva davvero essere lui quello che voltava le spalle al suo migliore amico? Jonas Becker, che tutti avevano sempre definito come forte e coraggioso. No, lui non poteva voltare le spalle agli altri, nonostante sentisse che qualcosa non tornava.
"Io ci sto" disse guardando Adam, che gli strinse la mano.

Questa sorta di gioco carta e penna non portò i risultati sperati, perchè tutti stavano nascondendo qualcosa, specie qualcosa accaduto nella casa degli specchi.
Steven redasse una sorta di riassunto, il diario d'avventura come volle ribattezzarlo e questo è quello che scrisse:

27 settembre 1997, ore 7:15 am.
Il sottoscritto, Steven McGrogran, riporta di seguito quanto accertato nella riunione con gli altri membri della spedizione, per ora ancora senza nome.
Adam e Megara vengono da un luogo a noi ancora sconosciuto, e sono stati mandati a Londra per un motivo ancora ignoto, probabilmente in età pre-scolastica. I due hanno ricordi confusi del loro passato, ma ricordano di essere cresciuti insieme da fanciulli. Non possiamo escludere che i due siano fratello e sorella.
Sia Adam che Megara hanno sognato un posto a loro sconosciuto, ed entrambi nel giorno 24 settembre hanno ricevuto un messaggio da una persona sconosciuta avvolta in un cappotto nero con su scritto "RIPORTACI A CASA".
Una serie di indizi ci ha portato ad incontrare prima una strega voodoo, Saffronia, che in un colloquio con le ragazze ha confermato di conoscere già Megara, ha regalato un cammeo a Michelle, dicendole che le sarebbe servito, e ha predetto questo: L'uomo e la donna attraverseranno il limbo, e porteranno una lastra di luce nel regno immerso nell'oscuro oblio. Solo loro potranno salvare l'isola, vestiti d'oro e di cuori leggeri. Attenti però, non tutti supereranno il limbo.
Le notizie fornite dalla predizione di Saffronia ci informano di un uomo ed una donna, secondo noi sono Adam e Megara, che attraverseranno un limbo (probabilmente tra due regni?), e attraverso qualcosa di luminoso (forse solo in senso metaforico) riporteranno la pace in un regno in cui non c'è più. Si parla a questo punto di un'isola, però c'è anche una premonizione, ovvero non tutti noi arriveremo a destinazione.
Gli indizi ci hanno poi condotto a degli specchi magici che ci hanno predetto il futuro, ribadendo che loro due salveranno il regno, e che noi saremo degli aiutanti preziosi. Ancora una volta non tutti noi saremo in salvo. Abbiamo ricevuto dei doni, delle armi, che probabilmente useremo in battaglia.
Uno spirito del fiume, Audica, ha aggiunto un nuovo pezzo alla predizione di Saffronia, dopo aver donato a me e ad Adam una ampolla: L'acqua contenuta in questa ampolla proviene da un fiume ormai prosciugato che scorreva secoli fa sulla Luna. Viene chiamata "Acqua della Luna", e dovete custodirla caramente, non potete perderla, e non dovete farvela rubare, perchè molti cercheranno di prendervela. Vi servirà per risvegliare delle creature magiche che vi aiuteranno a superare il limbo. Abbiatene cura.
Quindi dovremo avere a che fare con creature magiche che ci porteranno oltre il limbo, ma qualcuno ci sta seguendo e cercherà di rubarci questa acqua per arrivare prima di noi, o per impedirci di arrivare nell'isola.
Infine abbiamo scoperto chi era la creatura che ci seguiva fin dal primo giorno; si tratta di una sorta di uomo-lucertola, Fridus, che ha rivelato di lavorare per qualcuno, qualcuno che ci vuole fermare, una donna. La donna non vuole che riportiamo la luce oltre il limbo, e ha promesso di fermarci, in modo che nessuno torni a casa.
In conclusione abbiamo capito che oltre ad Adam e Megara altre persone dell'isola sono qui nel nostro mondo, e loro, anzi noi, dobbiamo riportare tutti a casa. Qualcuno ci fermerà, e una donna vuole eliminarci a tutti i costi. La nostra ricerca sottolinea che qualcuno non ce la farà, ma non sappiamo chi, perchè due persone hanno scritto su di un biglietto, prima di terminare questa riunione, che l'esito del loro colloquio con lo specchio è stato negativo.
Michelle prima che andassimo via ha raccontato di aver fatto anche lei sogni simili a quelli di Adam e Megara, e a questo punto pensiamo che anche lei venga da questo regno oltre il limbo, o semplicemente noi altri siamo stati scelti per questa missione, e questo è il nostro destino, il mio, quello di Michelle, di Eve e di Jonas.

Nulla di nuovo. Nulla di concreto. Questo fu quello che pensarono tutti rileggendo il diario, perchè tutti avevano assistito a queste cose, le avevano vissute insieme, e nessun nuovo dettaglio o collegamento era sorto. Fridus aveva detto che avevano capito qualcosa, ma capire che Meg e Adam venissero da un altro regno e dovessero salvarlo non era gran cosa, era ovvio fin dal primo giorno.
Adam era infastidito dal fatto che due persone avessero lasciato quei biglietti anonimi tra le carte di Steven, e non avevano avuto il coraggio di dire che erano loro quelli in pericolo.
Megara lo aveva capito. Michelle sapeva di essere in pericolo, ma lo teneva per se, per difendere Steven e non farlo distrarre dal suo compito.
Così come Eve aveva capito che Jonas stava nascondendo qualcosa, ed era lui uno di quelli in pericolo. Ma non sapeva se era giusto affrontarlo, non sapeva cosa fosse davvero importante fare in quel momento.
Lo svelare chi fosse in pericolo avrebbe potuto salvarli, o avrebbe solo portato disordine e agitazione tra i ragazzi.
Era una mattina splendida, il sole brillava nel cielo azzurro, l'aria era fresca, sulla riva del Tamigi, dove i ragazzi erano tornati silenziosi a fissare l'acqua che si muoveva sotto le  rapide zampe degli uccelli che intingevano appena il becco sulla superficie del fiume, quasi per vedere che sapore avesse.
Non c'era un nuovo indizio, non c'era una nuova pista, non c'era nulla che potessero fare.
Adam prese il suo zaino per controllare che l'ampolla fosse ancora li, e per fortuna l'esito fu positivo.
Gli occhi di Megara riflettevano l'acqua del fiume, nonostante quel viola intenso non smettesse mai di accecare chiunque la guardasse. Adam avrebbe voluto restare da solo con lei, loro due erano i protagonisti di questa storia, e in quanto tali sentiva di avere il diritto di viverla senza paura al suo fianco.
Eve era ormai fredda, quasi assente, e Adam aveva avvertito che aveva capito qualcosa.

Il silenzio non durò molto. Steven trafelato corse dalla caffetteria fino alla panchina dove i ragazzi erano seduti.
"Ho capito, ora ho capito!" disse urlando Steven.
"Calmati, cosa hai capito?" chiese stupita Megara, che non aveva mai visto Steven tanto fuori di se.
"Ho capito cosa abbiamo già scoperto. La luce! Dobbiamo riportare la Luce del Limbo!"
"E fin qua cervellone...." disse Jonas.
"Lascialo parlare!" intervenne Michelle, uscendo dal suo torpore.
"Grazie amore. Luce del Limbo è il nome di un diamante famoso, che sarà esposto a Londra nei prossimi giorni".
Tutti sembrarono risvegliarsi da quello stato di pessimismo che li aveva avvolti dopo la riunione dell'alba.
"Vuoi dire in pratica che dobbiamo rubarlo?" chiese Jonas.
"Sì! Cioè, dobbiamo prenderlo, probabilmente appartiene ad Adam e Megara e al loro regno, quindi non è esattamente rubare" rispose timoroso Steven.
"Dove sarà esposto?" chiese decisa Megara.
"Non vorrai mica rubare sul serio un diamante famoso da una mostra! Immagini quanta sorveglianza ci sarà? Come potremmo mai riuscirci?" disse fuori di se Eve, che non riusciva a capire perchè nessuno si stesse ribellando a tale assurdità.
"Come ho detto questa mattina, nessuno obbliga nessuno a fare nulla." rispose seccata Meg.
Adam dovette intervenire per spezzare quest'aria piena di odio tra le due ragazze.
"Non è certo ciò che i miei mi hanno insegnato, lottare, rubare... però se potrà servire a farli tornare..."
Era infondo ammirevole l'intento di Adam, stava facendo tutto questo solo per rivedere i suoi genitori adottivi, ma ancora una volta fu chiaro a tutti che non si stava per nulla preoccupando della sua vera missione.
"Chi ti da la certezza che tutto questo te li restituirà? Nessuno ci ha parlato dei tuoi genitori fino a questo momento. Lo so che questa mattina ho detto che non mi sarei mai tirata indietro, ma è follia rischiare tutto per rubare un diamante!" rispose Eve.
"Non ti spaventa combattere chissà quali creature, arrivare in un altro regno, e rischiare di non tornare più a casa, ma ti spaventa il sistema di allarme di un museo?".
Era una nuova Michelle quella che si stava facendo pian piano largo, stava rischiando tutto, e lo sapeva bene, e quindi decise che era ora di prendere attivamente parte a questa rischiosa missione, e prendere una posizione se necessaria. Megara sorrise, mentre Eve non sapeva cosa rispondere.
"L'esposizione sarà alla International Jewellery London, dal 28 settembre al 2 ottobre".
"In poco tempo dobbiamo organizzare un piano e trovare un modo per metterlo in atto. Ci serve una piantina dell'edificio no? Poi cosa... bisognerebbe hackerare il sistema d'allarme, questo lo puoi fare no?" disse Adam rivolgendosi a Steven.
"Si e poi ci mettiamo le tutine e facciamo Occhi di gatto. Non è mica un film!" obiettò Jonas.
"Si può fare e lo faremo. Questa è la soluzione, dobbiamo portare la Luce del Limbo sull'isola" rispose Meg.

Luce del Limbo era il nome di un diamante, di origine sconosciuta, ritrovato il 28 settembre 1982 nel deserto del Mojave, in California, situato ad un centinaio di miglia nord-est di Los Angeles.
Venne chiamato Luce perché la sua luminosità era abbagliante, più intensa di un diamante qualunque, ma al suo interno conteneva una luce quasi nera, che spezzava in due la pietra con una illusione ottica. Sembrava come se ci fosse un diamante dentro un diamante, il secondo non visibile ad occhio nudo, perchè racchiuso in questo limbo di luce nera. Era impossibile che un dimanate fosse diviso in due al suo interno, e soprattutto che la sua limpidezza fosse offuscata da qualcosa di talmente cupo da renderlo così prezioso.
C'era qualcosa di strano, qualcosa di inspiegabile, qualcosa di magico e di oscuro.
Erano passati ben quindici anni dal suo ritrovamento, e per la prima volta Luce del Limbo sarebbe stato esposto a Londra, e questa non suonò come una semplice coincidenza ai ragazzi.

Era stato un inizio di mattinata interessante, e prima di trasformarsi in ladri di pietre preziose, i ragazzi decisero che fosse arrivato il momento di dormire un po'.
Ma sarebbero davvero riusciti a farlo?
Erano quasi le dieci del mattino, ed ognuno di loro era fermo in silenzio sul proprio letto a pensare a cosa sarebbe successo una volta recuperato il diamante.
A quel punto sarebbero dovuti partire per trovare l'isola? Era davvero così semplice? E il limbo? Chi di loro non lo avrebbe attraversato? Chi di loro avrebbe perso tutto, compresa la vita?
Nessuno voleva davvero pensarci, e i loro volti affondavano nei cuscini, freschi per la leggiadra mattina d'autunno, sperando di avere una soluzione a tutto al risveglio.
Era stata donata loro una mattina, una mattina di riposo prima di una grande impresa, una mattina di rivelazioni, di scoperte, ma ancora piena di segreti.
Era stata donata loro una mattina, erano sopravvissuti a tante cose in soli tre giorni, tre giorni senza fine, durante i quali avevano incontrato le creature più assurde, e le avevano affrontate senza mai perdersi d'animo.
Era stata donata loro una mattina, e non c'era tempo da perdere, per questo nessuno riuscì davvero a chiudere gli occhi, tornando a sedersi tutti in quel salotto, ormai unico pezzo di vita reale che era rimasto a tutti loro.

Mentre come esperti ladri d'arte scrutavano la piantina della galleria, qualcuno, o meglio qualcosa, bussò alla finestra della stanza.
Non si trattava di una colomba questa volta, ma bensì di uno strano omino alato, che ricordava tanto un gufo.
"Che diavolo...?" disse Jonas alzandosi dal divano.
La creatura continuava a bussare alla finestra, quasi infastidita dall'attesa.
Adam si alzò ed aprì la finestra. L'omino alato saltellò dentro, si tolse il cappello, e fece una sorta di inchino.
"Buongiorno, sono Emiroth, al vostro servizio. Giovanotto la prossima volta non mi fare attendere tutto quel tempo sul davanzale. Noi gufi non siamo mica come quegli inutili colombi, non amiamo restare li ore a guardare i passanti" disse l'omino sistemandosi la giacca di velluto marrone. Aveva un fazzoletto rosso nella tasca, pantaloni sempre di velluto marrone, delle buffe scarpe decisamente troppo grandi, e un panciotto marrone con l'orologio da taschino. La camicia era gialla con righini rossi sottili. All'apparenza sembrava semplicemente un uomo molto basso, perchè una volta entrato in casa le ali erano sparite e il viso aveva preso sembianze umane.
"Dovete scusare la mia impazienza, ma di solito non giro di giorno, ma voi avete bisogno di me ora. Fanciulla, una tazza di caffè" disse rivolgendosi ad Eve e scoccando le dita "con un goccio di latte!".
Tutti rimasero li a fissarlo e lui senza mai battere ciglio disse "La mamma non vi ha detto che non si fissano le persone?".
"Lungi da me il voler farmi i fatti tuoi, ma tu chi sei?" disse Adam strabuzzando gli occhi.
"Ti ricordavo più sveglio. Sono Emiroth, e sono qui per aiutarvi con la faccenda della Luce del Limbo. Non mi sembrate proprio dei ladri eccellenti" disse iniziando a sorseggiare il suo caffè.
Emiroth tirò fuori dal taschino un paio di occhialini e si mise a sbirciare le piantine dell'edificio.
"Mmm, si si, um può andare, oh poi dovete passare di qui, mm l'allarme bisogna eliminarlo, qualche beccata, mmm non è impossibile".
Stava scarabocchiando sulla cartina, e quando rialzò gli occhi iniziò a scrutare i ragazzi.
"I maschi sono troppo massicci, e il cervellone ci serve al computer, entreranno le ragazze nella sala per rubare il diamante, io distrarrò le guardie, vedranno un gufo volare in una gioielleria e non si accorgeranno di voi. Si si, dovrebbe funzionare".
"Ci serviranno delle vie di entrata e di uscita sicure, dovremo bloccare l'allarme, e ...." 
"Ripeto, ti ricordavo più sveglio Adam, ho tracciato il percorso sulla cartina" disse l'uomo gufo riprendendo a sorseggiare il suo caffè. Lo risucchiava in maniera fastidiosa, facendo un sibilo decisamente poco elegante.
"Come mi conosci?"
"Svegliaaaa! Io vengo da dove tu vieni, e lei viene, ed altri vengono".
Per un attimo Emiroth si fermò a guardare Michelle, come se qualcosa in lei gli ricordasse qualcuno. Scacciò quel pensiero dalla testa e tornò a guardare Adam.
"Ovviamente dovrete portarmi con voi sull'isola. Emiroth è buono ma mica scemo" concluse.
Quello che stava accadendo nella loro vita, superava qualunque cosa Adam avesse mai letto nei suoi libri di storie fantastiche da bambino, libri che narravano di principi e principesse, streghe e maghi, draghi e fantasmi, regni incantati o sommersi. Adam non aveva mai creduto che un giorno avrebbe vissuto la sua avventura fantastica, ma infondo, nel suo cuore puro come quello di un bambino, ci aveva sempre sperato.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x08: Ring The Alarm sarà online domenica 21 settembre]
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