Take Me Home 1x08: Ring The Alarm

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Quella che seguì fu la conversazione più bizzarra che i ragazzi potessero immaginare. Non solo avrebbero dovuto introdursi in una galleria, di notte, eludendo la massiccia sorveglianza, per rubare un diamante raro, protetto da meccanismi sicurezza pari a quelli della CIA, ma avrebbero dovuto farlo affidandosi al piano di un gufo. Per fortuna c'era Steven, che di sicuro avrebbe trovato un modo più intelligente per risolvere la situazione.
Il piano prevedeva che in un furgone, preso in prestito dalla ditta di trasporti del padre di Eve, lei e Steven avrebbero monitorato dal computer il sistema di allarme della galleria, per controllare anche le telecamere.
"Io posso entrare nel sistema d'allarme, e posso bloccarlo per soli quattro minuti" disse Steven.
"In quattro minuti vi faremo passare dalla porta del retro, quella dove Adam vi aspetterà al cancello automatico che avremo bloccato. Io volerò per i corridoi per altri cinque minuti così crederanno che il sistema d'allarme sia scattato per colpa mia, e non si accorgeranno subito che il diamante è scomparso" disse Emiroth rivolgendosi a Megara e Michelle.
"E come entreremo, come faremo ad arrivare alla sala del diamante senza farci vedere da nessuno? Anche alla porta sul retro c'è la sorveglianza" chiese Meg.
"Sul retro ci penserà Adam a colpire la guardia, e una volta entrate voi percorrerete tutta la galleria dai condotti dell'aerazione. Vi guideranno Eve e Steven con degli auricolari".
"E io?" chiese Jonas.
"Tu puoi andare ora a compare auricolari e maschere, e poi aspetterai fuori Adam e le ragazze con il motore acceso" rispose Emiroth.
"Manovalanza" sbuffò Jonas, che non aveva molto in simpatia il gufo, e si potrebbe dire che il sentimento era reciproco.
"Un piano folle!" esclamò Eve.
"Talmente folle che potrebbe funzionare" rispose Adam fissandola con i suoi occhi penetranti.
Emiroth lo guardò soddisfatto, come un padre o un anziano parente che guarda pieno di orgoglio un giovane in cui ripone tutte le sue speranze, mentre intingeva una ciambella, la terza, nel caffè che si era fatto fare.

36 ore dopo tutto era pronto. Steven e Eve erano in furgoncino blu, parcheggiato dall'altra parte della strada. Le luci della galleria erano spente, il cambio della guardia in corso.
Eve aveva preso in prestito un furgone della ditta di trasporti che suo padre aveva fondato circa quindici anni prima con i suoi due fratelli. Aveva detto a suo padre che doveva aiutare una amica con un trasloco.
"Mi sento in uno di quei telefilm polizieschi che vede sempre mio padre" disse Eve non molto contenta di essere li. Il suo atteggiamento era passivo aggressivo, e Steven probabilmente avrebbe dovuto farne i conti.
"Io ho sempre pensato di farlo, ma certo come consulente della polizia, non nel ruolo di ladro" disse il ragazzo ridacchiando.
Tutto era pronto, Steven era riuscito a collegarsi al sistema di allarme della galleria, ed era pronto a bloccarlo per soli quattro minuti, un tempo ragionevole secondo Emiroth per alzare la teca e prendere il diamante.
"Sarei potuta andarci io, sono più atletica e veloce delle altre ragazze" disse Eve.
"Sarai utile anche da qui" disse Steven facendole l'occhiolino.
Eve era nervosa, ma infondo Steven era sempre gentile con tutti, e non le sembrò giusto prendersela con lui.
"Siete tutti in postazione?" disse la ragazza comunicando con gli altri nei loro auricolari.
"Siamo pronti per entrare, diteci voi quando avvicinarci al cancello" rispose Adam.
Adam avrebbe dovuto distrarre la guardia sul cancello posteriore, stordendolo possibilmente, si era raccomandato il Emiroth, a quel punto con le sue chiavi avrebbe aperto la porta sul retro e fatto entrare Megara e Michelle, che avrebbero dovuto introdursi nel condotto di aerazione, attraverso la grata situata nel ripostiglio sul retro. Eve e Steven le avrebbero guidate fino alla sala del diamante, e solo allora il sistema di allarme sarebbe stato disattivato.
"Potete andare ragazzi, ora!" disse Steven pieno di adrenalina.
Adam si avvicinò di soppiatto al cancello, e chiese una indicazione stradale alla guardia. L'uomo ingenuamente si voltò per indicargli come arrivare a Yorke Street, che non era decisamente semplice spiegare dalla International Jewellery London. Mi ero dimenticato di raccontarvi che Adam faceva judo dall'età di quattro anni, e aveva giocato a rugby per un paio di anni al liceo, quindi non fu difficile mettere a terra la guardia.
"Prendete le chiavi, fate presto!" disse Adam lanciando le chiavi tra le mani di Meg, che annuì seguita da Michelle.

Le ragazze furtive come gatte entrarono nel ripostiglio, spostarono la grata e ci entrarono.
"Ci siamo, ora diteci in che direzione dobbiamo andare" disse Michelle.
"Seguite le nostre indicazioni, è buio ma la torcia vi sarà d'aiuto, e state attente alle altre grate!" disse Steven dalla sua postazione.
La galleria era immersa in un silenzio spettrale, e le uniche luci che si vedevano erano i faretti dei vari allarmi ed antifurti, e qualche torcia dei controllori.
Michelle e Meg proseguirono per circa otto minuti, seguendo attentamente le indicazioni dei due nel camioncino prima di arrivare nella sala.
"Cosa dobbiamo fare adesso?" chiese Meg. Aveva il cuore in gola, sapeva che avevano solo quattro minuti per scendere, prendere il diamante e risalire. E se qualcosa fosse andato storto... no, non voleva pensarci.
"Aprite la grata e scendete con le corde, fissatele bene su prima di scendere. Ragazze avete solo quattro minuti, quando mi darete il via disattivo l'allarme, e l'antifurto sulla teca del diamante, mi raccomando". Steven stava usando il suo tono serio e preoccupato, che di solito non faceva parte del suo modo quotidiano di comportarsi, il che voleva dire per Michelle che lo conosceva bene che non potevano davvero fallire. Emiroth era pronto fuori da finestrone della sala, ci avrebbe pensato lui poi a distrarre le guardie.
Le ragazze fecero quanto detto, ed erano finalmente davanti alla teca della Luce del Limbo. Era bellissimo e molto luminoso, e le due ragazze sembravano quasi ipnotizzate.
"Non c'è tempo da perdere" disse Meg alzando la teca, e a quel punto a Michelle toccò il compito di afferrare il diamante. Rimisero la teca al suo posto, e per qualche secondo non accadde nulla, nessun rumore, nessuna luce, nulla di nulla. Pensarono davvero di avercela fatta.
Le ragazze iniziarono a risalire la corda per rientrare nel condotto dell'aria, quando una mano afferrò la gamba di Michelle.
Emiroth sfondò la finestra per distrarre le guardie e fu in quel momento che capì che qualcosa sarebbe andato storto. Fridus aveva afferrato Michelle, e un'altra creatura simile a lui armata di fucile da caccia tentava di sparare ad Emiroth che iniziò a scansare i colpi volando per i corridoi del museo.
Fu in quel momento che tutti gli allarmi del museo iniziarono a suonare contemporaneamente. Era la fine. Altre creature stavano invadendo i corridoi del museo, uomini lucertola ma anche strane creature alate, metà cani e metà uccelli e degli strani guerrieri in armature possenti armati di asce. Megara e Michelle erano sole, circondate da questo terrorizzante esercito di creature del male.
"Correte!" urlò Emiroth alle ragazze, che tentarono di seguire questo consiglio. Le guardie umane della galleria erano state già eliminate dai guerrieri, ma ogni allarme della galleria continuava a suonare all'impazzata. La polizia non avrebbe tardato ad arrivare, e le ragazze non avevano via di uscita.
Eve saltò giù dal furgone e corse dentro la galleria. Lo stesso fece Adam dall'altra parte dell'edificio.
Lo spettacolo che si trovarono davanti era terribile. I guerrieri avevano sgozzato le guardie con le loro asce, e quelle orribili creature volanti li attaccarono bloccando loro il cammino.
"Cosa diamine facciamo, sono molti più di noi!" urlò Eve.
"Le armi, usiamole, ci servono le nostre armi, quelle degli specchi!" rispose Adam sfoderano la sua spada.
Eve prese il suo arco e iniziò a lanciare frecce verso le creature volanti, ferendone alcune.
Adam dovette scontrarsi con le asce dei guerrieri, che sembravano come posseduti, con occhi vitrei e rossi.
Fridus e gli altri uomini lucertola avevano messo al muro le ragazze, e Meg prese il suo scettro e lo puntò verso di loro. Un fascio di luce le avvolse, come una bolla che faceva da scudo e impediva alle creature di avvicinarsi. Ma Meg non era abbastanza potente, non sapeva ancora dosare l'energia dello scettro, e fu così che dopo un paio di minuti la bolla si affievolì fino a scomparire.
Fu in quel momento che Eve arrivò nella sala del diamante.
"Ehi bestie sono da questa parte!" disse richiamando l'attenzione del nemico. Prese l'arco e iniziò a colpirli con una abilità impressionante, come se non avesse fatto altro in vita sua. Steven avrebbe pensato vedendola che aveva ragione lei, avrebbe dovuto esserci Eve li fin dall'inizio.
A questo punto le ragazze iniziarono una corsa senza fiato per i corridoi, mentre Emiroth veniva inseguito dai cani volanti.
"Ci penso io a loro ragazze!" disse volando sulle loro teste.
"Attente!" urlò Adam dal fondo della sala. Stava duellando ancora con i guerrieri, la sua spada era magica e riusciva a fronteggiare le asce dei nemici.
Meg e Michelle non sapevano a cosa stessero andando incontro. Furono immobilizzate da due cani volanti, Emiroth era stato intrappolato in una rete, e il più grande dei cani alati avanzò in piedi sulle zampe posteriori verso di loro. Solo adesso le ragazze notavano che aveva anche lui una armatura, con un gonnellino, e una spada in mano. La voce che usciva dalla sua bocca era roca e umana, e disse semplicemente. "Questo lo prendo io".
Poi rivolgendosi a tutto l'esercito di strane creature che aveva invaso la galleria urlò "Ritirata!". Tutti lo seguirono fuori dall'edificio, scomparendo poi nel cielo di Londra. Gli uomini lucertola e i guerrieri invece scomparvero nelle fognature della città.
"La polizia sta arrivando, non abbiamo tempo da perdere!" disse Adam cercando di scappare verso l'uscita sul retro, dove Jonas li aspettava.
"Io vado dall'altro lato con Steven, Michelle vuoi venire con me?" chiese stranamente con gentilezze Eve.
La ragazza annuì e la seguì.

"Meg dobbiamo uscire di qui, Meg ascoltami" disse Adam cercando di scuotere la ragazza, che era totalmente sotto shock. La prese per mano e la portò via con se, non c'era tempo da perdere, le sirene della polizia stavano arrivando. Salirono in auto, Jonas partì a tutta velocità, in una Londra buia e fredda.
La scena che i poliziotti trovarono al loro arrivo era catastrofica. I vigilanti erano stati tutti uccisi e riversavano in pozze di sangue. Anche due o tre guerrieri abbattuti da Adam giacevano sul pavimento, senza vita nelle loro armature.
Non c'era traccia dei cani alati abbattuti da Eve, si erano disintegrati una volta colpiti dalle sue frecce.
Una rapina andata male. La polizia e le televisioni etichettarono così il caso. Non mancava nulla, a parte la Luce del Limbo, e quindi si pensò che i ladri erano li per prendere solo quello. Non si spiegava la ferocia con cui erano stati uccisi i vigilanti, e la presenza degli uomini in armatura, le cui impronte digitali non corrispondevano a nessun criminale noto alla polizia di tutto il Regno Unito.
I video della sorveglianza erano andati distrutti, ci aveva pensato Emiroth a distruggere la sala video.
Un passante però rivelò un dettaglio considerato prezioso per la polizia. Un ragazzo capellone in una auto rossa era fermo davanti al retro della galleria, proprio durante la rapina.
Anche la televisione riportò la descrizione dell'uomo nell'auto rossa, e anche la targa era stata identificata.
Jonas era quindi ufficialmente ricercato dalla polizia in quanto complice dei ladri assassini della rapina alla International Jewellery London, durante la quale, il prezioso e raro diamante Luce del Limbo era stato rubato.

L'esercito di cani alati, meglio noti come simurg, tornò al castello, dove il loro condottiero, Audrico, consegnò Luce del Limbo nelle mani della sua padrona.
"Somma regina, siamo riusciti a recuperare Luce del Limbo, ora non potranno salvare più il regno. Il diamante è nostro".
"Mio vorrai dire" disse la donna con stizza, mentre afferrava il diamante e lo riponeva in uno scrigno situato alla base del suo trono, un enorme trono nero decorato con frammenti di ametista. La luce viola delle pietre si rifletteva sul pavimento lucido. Due teschi intagliati nello stesso materiale preziosi si ergevano sui due braccioli del trono. La donna fece segno ad Audrico di andare via, e si diresse verso la grande finestra alla fine della sala, che dava su un regno buio e desolato, dove morte e distruzione avevano consumato tutto ciò che di buono ci potesse essere. Fasciata in un sinuoso abito color porpora rifletteva sulla sua mossa successiva, ora che Luce del Limbo era finalmente nelle sue mani.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x09: Bittersweet Goodbye sarà online domenica 28 settembre]
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