Take Me Home 1x10: Don't Cry (The Breakup Of The World)

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La pioggia scrosciante batteva sulle loro teste. Erano privi di sensi sulla riva del mare, con i corpi che affondavano nella sabbia bagnata. La pioggia era così sottile, ma così forte, da lasciare dei piccoli buchi sulla sabbia, come tante punture di spilli invisibili.
Erano sulle spiagge dell'isola di Ageilia. Gli azzurri occhi di Adam si aprirono pian piano, ed iniziarono ad intravedere il cielo, nuvoloso ma con un leggero sprazzo di sole del pomeriggio, con tonalità di giallo e di grigio che risplendevano sopra di lui.
L'isola di Ageilia non era circondata dall'acqua, essendo sospesa nel cielo, ma era talmente vasta da contenere al suo interno un mare racchiuso tra le sponde dei tre regni che lo costituivano. Il Mare di Smeraldo bagnava le coste del Regno di Zaffiro, del Regno di Rubino e del Regno di Ametista. Si narra che strane creature popolassero questo immenso mare, non sempre cattive però.
Adam si mise a sedere sulla riva, mentre le sue mani scendevano nella soffice sabbia. Si guardò intorno. I suoi amici sembravano svenuti. Poco più in la, da solo, giaceva anche Jep, con la faccia nella sabbia. Era riuscito ad entrare nel portale. Dopo un attimo di confusione Adam si rialzò, si avvicinò pian piano a Jep, e arrivato a pochi passi da lui sguainò la spada.

"Non farlo!" urlò Emiroth un attimo prima che la lama di Adam si fermasse sulla gola di Jep.
"Non è stato lui a farle del male,  e se anche fosse, ucciderlo non la riporterebbe indietro" .
Adam si voltò e un ghigno di rabbia e delusione si disegnò sul suo volto.
"È colpa nostra" disse una voce femminile. Megara si era svegliata e giaceva in piedi dietro di loro. Aveva lo sguardo fisso ai suoi piedi, immobili nella sabbia. La pioggia scendeva scomposta sui suoi capelli.
"Sapevamo che qualcuno di noi era in pericolo e non siamo riusciti a salvarla. Aveva paura e noi non l'abbiamo protetta".
"Non è colpa di nessuno" disse Emiroth voltandosi verso la ragazza.
Meg alzò gli occhi, e vide Adam di fronte a se. Una lacrima rigava la sua guancia. Sentivano il dolore l'una dell'altro. Meg avanzò verso di lui, e con la mano gli asciugó il viso. Lo bació ma fu un attimo, perché Eve si stava svegliando proprio in quel momento.
Eve era confusa, lei e Jonas, che aprì gli occhi pochi attimi dopo, erano entrati per primi nel portale e non avevano assistito a quello che era accaduto a Michelle.
"Che ci fa lui qui?" chiese Jonas pieno di stupore.
Jep giaceva ancora addormentato sulla riva, e fu quando tutti si voltarono a guardarlo che si accorsero che Steven non era li con loro.
"È impossibile, è entrato nel portale. Era qui quando mi sono svegliato" disse Emiroth perplesso.
"Magari lui e Michelle sono qui intorno". Jonas notò gli sguardi pieni di tristezza dei suoi amici mentre pronunciava queste parole.
Eve raggelò capendo quello che era successo. Lei e Michelle non avevano parlato molto, anzi Michelle,  sempre così silenziosa, era l'opposto di Eve, sempre pronta a dire la sua su tutto.  Però Eve sentì di aver perso qualcuno a cui si stava davvero affezionando.
Jonas strinse i pugni ed era pronto a direzionare la sua rabbia verso Jep.
In quel momento Steven uscì dalla fitta boscaglia che si estendeva sull'isola dopo alcuni metri di spiaggia. Steven avanzava con passo deciso nella sabbia.
"Qui intorno non c'è nessuno. Sembra una spiaggia deserta. Eppure per un attimo mi è sembrato di vedere delle capanne. Una volta avvicinatomi erano scomparse".
Tutti lo guardarono attoniti. Steven aveva sempre preso questa impresa con serietà,  ma quello per lui sarebbe dovuto essere un momento di dolore o disperazione.
"Perché mi guardate tutti così? "
"Come ti senti giovanotto?" chiese Emiroth senza giri di parole.
Steven rimase in silenzio.  Le sue mani tremarono nervose.
Meg lo abbracció e gli altri si strinsero intorno a loro.
Steven voleva restare forte e andare avanti per Michelle, e tentò di soffocare le lacrime.
"Bisogna interrogarlo. Deve dirci tutto quello che sa."
Adam aveva ripreso il suo ruolo da capo. Jep era ormai sveglio ma non si era mosso da quel punto neanche per un istante. Era seduto nella sabbia a fissare il mare, come se aspettasse che il gruppo decretasse la sua punizione.

"Io tentavo di salvarla. Sapevo che sarebbe successo se non vi avesse fermati".
Le parole di Jep sembravano sincere ma qualcosa in lui non li convinceva .
"Perché allora non ci hai avvisati fin dall'inizio? Potevi raccontarci tutto invece di mettere in pericolo Michelle" rispose Adam senza far trasparire alcuna emozione.
"Io dovevo impedire che voi arrivaste qui, ma volevo anche salvarla".
"Tu sapevi tutto fin dall'inizio e hai fatto finta di aiutarci?"
"Vi ho solo tenuto d'occhio, non vi ho aiutati ne ostacolati. Il mio compito era solo non farvi arrivare sull' isola".
"Perché? Chi ti ha dato questo compito?"
"Lei. La regina. Ha qualcosa che mi serve. Avevano un patto. E ora è andato in fumo perché siete arrivati sull'isola. Tutti i miei sforzi in fumo". Jep si alzò ed iniziò a calciare la sabbia. Stava perdendo il controllo. Sembrava disperato.
"Cosa ti aveva promesso? "
"Che importa? Tanto adesso ci ucciderà tutti. Io ho tentato di salvare anche voi...anche lei" disse voltandosi verso Steven che ascoltava senza alcuna espressione nel viso. Si sentiva svuotato.
"Verrai con noi. Riusciremo a portare a termine la nostra missione e ad aiutarti se per te è così importante..."
Adam si interruppe, degli strani versi venivano dalla boscaglia. Tutti si voltarono e videro uno strano animale uscire dalle piante. Era l'incrocio tra un orso ed un pesce. Aveva in effetti le sembianze del primo, ma una pelle a squame come il secondo. Era di diverse tonalità di colore, che andavano dall'azzurro cielo al verde acqua, passando per il marrone e l'arancio. L'animale avanzava furioso verso di loro, come se qualcuno avesse invaso il suo territorio. I ragazzi volevano estrarre le armi, ma Meg li fermò ed estrasse il suo scettro. Non era sicura di come usarlo, ma li avrebbe sicuramente protetti, come accaduto nella galleria, senza far del male all'animale. Una luce abbagliante si dipanó dall'oggetto, e l'orso si fermò e si mise a sedere, fissando Meg.
"Non sapevo foste voi, non sapevo foste qui" pensò l'animale.
La cosa strana era che Meg riusciva a sentire i suoi pensieri.
"Tu mi capisci non è vero?".
L'orso sapeva che Meg poteva ascoltare i suoi pensieri, perché sembrava conoscerla.
"Come fai a conoscermi? Come faccio a sentirti?". Fu in quel momento che Meg si accorse che anche lui poteva leggere i suoi pensieri.
"Io non ti conosco ma sapevo che saresti arrivata. È il tuo scettro, è il suo potere, perciò mi capisci".
Un fumo viola si alzò dal fitto della foresta. L'orso si mosse rapidamente e concluse dicendo "State attenti. Quest'isola non è abbandonata come sembra. E le creature che abitano la foresta non amano i visitatori".
Si tuffò in acqua, scomparendo tra le onde sotto gli occhi attoniti dei presenti.
"Cosa è successo? Eravate li immobili, sembrava che vi parlaste con gli occhi". Eve si avvicinò a Megara in cerca di risposte.
"Infatti abbiamo parlato grazie allo scettro. Emiroth, chi vive nella foresta?".
"Non lo so con certezza, quasi nessuno è tornato per narrarlo".
"Incoraggiante" disse Jonas.
"Non c'è un modo per aggirare la foresta?" chiese Adam.
"No, purtroppo la spiaggia ad un certo punto termina e iniziano le rocce, e neanche li la compagnia è delle migliori".
"Quindi questo quale dei tre regni è?"
"Nessuno dei tre. Questa parte dell'isola è chiamata la spiaggia degli spiriti, e non fa parte di nessuno dei regni, perché in teoria ha il suo popolo e il suo regnante. Ma nessuno li ha mai visti, molti non sono tornati da qui, e chi ci è tornato, beh, ha raccontato cose spaventose".
Il silenzio calò sulle loro teste, ma non si poteva fare altro che attraversare la foresta, e così decisero di fare. Armati e spaventati si addentrarono nella boscaglia. Jonas chiudeva la fila, per controllare Jep che li seguiva in silenzio. Non aveva più detto una parola, e nessuno lo aveva più interpellato.

Era pomeriggio probabilmente, il cielo si era schiarito con quella luce tenue che illumina il cielo dopo mezzogiorno. Aveva anche smesso di piovere.
La vegetazione era fitta, e vari rumori naturali circondavano il gruppo, dal verso degli uccelli al fruscio delle foglie. Tutto sembrava tranquillo.
"Non ricordo dove avevo visto le capanne, sembra che tutto sia uguale fra gli alberi".
Steven era stanco e provato, ma cercava di rendersi utile, come sempre, probabilmente per non pensare a Michelle.
Poi ci fu un rumore, più forte, era il verso di un animale, o una sinistra risata. Una scimmia sorridente si calò da un ramo, il suo sorriso era un ghigno, e a quella risata assordante seguì una invasione di scimmie che attaccò il gruppo.
"Correte!" gridò Emiroth trasformandosi in gufo e volando tra i rami.
Le scimmie iniziarono a lanciare frutti contro i ragazzi, e a poco servì il tentativo di Emiroth di distrarle. Iniziarono a correre nella boscaglia, sempre più fitta e piena di spine. Eve iniziò a lanciare frecce dal suo arco mentre Adam davanti agli altri cercava di parare i colpi con la sua spada. Meg cercò di creare uno scudo protettivo con il suo scettro e cercò di concentrarsi per sentire i pensieri delle scimmie ma uno sparo interruppe il flusso dei suoi pensieri. Jep aveva sparato fra i rami e le scimmie erano scappate all' istante. A nessuno era venuto in mente di controllare se Jep fosse armato, e forse era stato un bene.
"Prego" disse lui, ritornando per un attimo lo spaccone del Millepiedi.
"State tutti bene?" disse allora Adam. Gli altri erano pieni di graffi e sbucciature, ma nessuno era ferito in maniera grave.
"Immagino questo fosse solo l'antipasto" disse Jonas.
"Temo di si" rispose preoccupato Emiroth.
Ripresero a camminare. Era diventato più buio, e non si capiva se fosse il cielo a scurirsi o gli alberi a farsi più fitti.

"Che altro ci aspetta" chiese Adam ad Emiroth avvicinandosi a lui.
"Non lo so con esattezza. Ma so che qualcuno ci stava seguendo" disse bisbigliando Emiroth.
"È scomparso dopo l'attacco delle scimmie ma avrà avvisato gli altri del nostro arrivo".
Chi era?
Non lo so, ve l'ho già detto, non conosco chi popola questa parte dell'isola, ma di certo non sono esseri ospitali
Ma se hai visto chi ci seguiva ti sarei fatto una idea di chi abita questa foresta” disse Meg. Eve si avvicinò per ascoltare. C' era una tacita pace tra le due ragazze, dopo quello che era accaduto a Michelle Eve non aveva più attaccato nessuno.
Aveva un mantello viola, con il cappuccio, credo fosse una persona, un umano, come voi, ma non ne sono certo, anche gli spiriti e le creature dei boschi hanno sembianze umane. Non saprei dire neanche se fosse un uomo o una donna”.
Camminavano da circa un'ora, ma non vi era traccia né di creature, né di umani, né di capanne. Nemmeno il binocolo di Steven aveva avvistato nulla.
Vi erano però diversi animali nascosti tra i rami, probabilmente anche altre scimmie, ma dopo gli spari nessuno aveva più osato avvicinarsi a loro. Vari occhi li fissavano tra le piante, spesso di bizzarri uccelli tropicali. La fauna e la flora erano talmente variegate da confondere l'esploratore più esperto. In fondo alla fila Jonas e Steven camminavano vicini, Jonas voleva tenere d'occhio Steven, che secondo lui prima o poi sarebbe crollato, e tentò per questo di iniziare a legare con lui.
Ma non distoglieva mai lo sguardo da Jep, di cui non si fidava. Steven invece faceva finta che non ci fosse, la sua rabbia e il suo dolore erano immense, ma persino lui aveva capito che Jep non era il vero responsabile di quello che era accaduto.
Lo sapevo che qualcuno era arrivato sulla spiaggia” disse una voce maschile nascosta tra gli alberi. La figura di un ragazzo, avvolto in un mantello scuro, si scorgeva tra le piante.
Il gruppo si fermò, con le armi ben strette tra le mani.
No no no. Non si va a casa degli altri armati”.
Il ragazzo aveva un mantello verde acqua probabilmente, era troppo buio per vederlo bene pensò Meg, e aveva un paio di sandali alla greca dello stesso colore. Era avvolto nel mantello, ma si scorgevano degli abiti corti, come dei pantaloncini di un tessuto brillante. Aveva i capelli biondi, e il viso abbronzato. La luce della luna improvvisamente comparsa stava illuminando ora il suo volto. Il viso era lentigginoso, il naso lungo ma delicato, e occhi verdi come il mare.
Perché ci stavi seguendo?” chiese Adam pronto ad affrontarlo.
Seguirvi? Io sono stato tutto il giorno qui. Se qualcuno vi ha seguito vi conviene tornare indietro, non tutti qui sono simpatici come me” rispose il ragazzo abbozzando un sorriso.
Tu non sei uno di loro?” chiese Meg.
Uno di loro? Non sai neanche chi sono, o meglio, chi siamo, dall'abbigliamento non siete certo di queste parti.
Non siamo qui per portare guerra nella vostra foresta, siamo diretti nei regni oltre le rocce, siamo qui solo di passaggio” disse Emiroth.
Invadere il regno altrui è sempre una cosa sbagliata, qualunque sia la motivazione”.
Non invadiamo niente, non vi conosciamo nemmeno, dobbiamo solo attraversare l'isola. Perchè dovreste aggredirci”.
Perché questo posto è nostro. E non ho detto che vi aggrediremo, quello che si dice su di noi non è sempre vero. Semplicemente la nostra foresta non segue nessuna logica umana, questo forse ha fatto impazzire chi è venuto prima di voi. Siamo solo stanchi di gente che viene a rubare i nostri segreti, chi lo fa è giustamente punito”.
Si sporse per vedere gli ultimi della fila, come se non vedesse tanta gente da chissà quanto tempo. In quel momento sorrise guardando Jonas.
Vedo che sulla Terra la materia prima non manca” disse con soddisfazione.
Eve sorrise, guardando Jonas, che non aveva affatto capito l'allusione del ragazzo.
Comunque abbassate le armi ed andate, io non vi ho visto, non mi interessa. E neanche voi mi avete visto. Su su andate”.
Li fissò facendo loro segno di incamminarsi oltre il suo albero, e solo passando accanto a lui notarono un capanno dietro di lui. Era come se fosse invisibile o visibile a seconda della prospettiva. Aveva ragione Steven in parte, le capanne non erano scomparse, erano visibili solo da alcune angolazioni. Non aveva alcun senso logico, pensò Steven, cercando di trovare una spiegazione fisica a questo fenomeno.
Il gruppo si allontanò, mentre il ragazzo scomparve nuovamente tra gli alberi.
E io che pensavo facessi colpo solo su spogliarelliste e cameriere” disse Eve a Jonas ridendo.
Di cosa stai parlando?
Tutti risero, allentando finalmente un attimo la tensione.
Di cosa sta parlando?” chiese nuovamente Jonas.
Cammina va!” disse la ragazza dandogli una pacca sulla spalla.

Un pavone comparve davanti a loro, come se fosse sbucato dal nulla. Era immobile, bloccando la strada. Una piuma si staccò dalla sua coda, e l'animale scomparve.
Lo avete visto tutti vero?” disse Jonas.
Sì. Il pavone è presente in molte tradizioni antiche. E perde le piume nella tradizione cristiana in autunno, quindi se nello spazio siamo molto distanti da Londra, nel tempo siamo ancora a settembre, forse”.
Si ma cosa significa?” chiese Eve.
Rinascita, resurrezione” rispose Emiroth. “Ma anche stupidità ed adulazione. Non sono pericolosi per le armi gli abitanti della foresta, ma per quello che fanno alla tua mente”.
La nostra foresta non segue nessuna logica umana” disse Meg ripetendo le parole del ragazzo.
Esatto. Nulla sarà reale anche se ci sembrerà che lo sia, ecco perché l'orso sembrava un pesce, le scimmie ridevano come umani, e le case sembrano invisibili”.
Erano li andati armati di forza, ma solo l'intelligenza li avrebbe condotti vivi fuori dalla foresta.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x11: Imagination sarà online mercoledì 15 ottobre]
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