Take Me Home 1x11: Imagination

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"Cosa ti ha promesso la regina?" Steven si avvicinò a Jep in cerca di risposte.
"Non ha importanza" rispose Jep con aria indifferente.
"Forse per te no ma per me si" disse Steven stizzito.
"Doveva aiutare una persona che conosco. Non doveva succedere niente a nessuno. Dovevo solo fermarvi e non farvi arrivare qui. Stop. Mi dispiace per quello che è successo, io ho tentato di fermarla..."
"Fermarla? Perché lei era li?"
"Non lo so, io... mi aveva detto che lei poteva fermarvi, non so perché. Io sapevo solo questo".
Jep sembrò sincero agli occhi di Steven, ma comunque non riusciva a smetterlo di odiarlo.
Meg li guardava, sentiva di dover proteggere Steven. Fece segno di raggiungerla, e lui così fece.
"Tutto ok?" chiese lei con un sorriso.
"Più o meno" rispose lui stringendosi nelle spalle.
Pochi passi più avanti camminavano Eve e Adam.
"Non abbiamo più parlato di noi. Lo so che non è il momento ma volevo almeno sapere se hai scelto me... o lei".
Adam non rispose ma la guardò negli occhi con tale tristezza che Eve capì senza bisogno di parole.
"Io penso... penso che sia una brava ragazza, e che ti voglia bene. Io... non so, forse anche i miei sentimenti per te stanno cambiando ma ti starò sempre accanto". Le parole di Eve furono soffocate dalle lacrime. Adam la abbracciò e le sussurro un "ti voglio bene" che tranquillizzò la ragazza. Gli altri assistettero in silenzio e Meg si sentì in colpa, e osservata da tutti, anche se probabilmente non era vero.
"Camminiamo da ore e non abbiamo ancora visto niente e nessuno" disse Jonas. "Siamo sicuri che non stiamo girando intorno?"
"Scimmie assassine, il tizio con una cotta per te e il pavone non ti sono bastati?" disse Adam.
"Non aveva una cotta per me!"
"Non stiamo girando intorno, sto seguendo le stelle, sono così vicine e brillanti da qui" disse Steven guardando il cielo.
"Meno male che abbiamo Copernico" disse Jonas.
Un albero enorme bloccava la strada. Sembrava una quercia ma di dimensioni mastodontiche.
"La Quercia di Pralicon. Allora esiste davvero".
Emiroth non credeva ai suoi occhi.
"Ne sento parlare da sempre. Tanti libri fantastici antichi ne parlano, ma non sapevo che esistesse davvero e che fosse proprio qui. La cerco da sempre".
"Come fai ad essere certo che sia proprio quella?" chiese curiosa Meg.
Emiroth estrasse dalla borsa una agenda piena di appunti e di schizzi e la aprì alla pagina con un disegno di una enorme quercia.
"Corrisponde ai disegni, la grandezza, le foglie lucide, i fiori gialli. Ci sono anche i fiori gialli. Non li toccate! E poi..."
"Sembra un volto" disse Eve fissando la parte centrale della quercia.
"...Il volto" concluse Emiroth. "È una quercia parlante. Dovremmo svegliarla. Solo lei ci può far passare, ed arrivare al villaggio degli spiriti".
"Non c'è alcun modo per aggirare il villaggio? " chiese Adam.
"Non vedete le dimensioni della quercia? È come un muro di cinta, bisogna passarci attraverso, è l'unico modo".

Ci deve essere un modo, ci deve essere un modo per farla svegliare. Devo controllare i miei appunti, fatemi luce con la torcia”.
Era davvero un volto quello incavato nel tronco della quercia, e sembrava stesse dormendo.
Non toccate quei fiori vi ho detto! Possono salvarvi la vita come togliervela, se non si ha il permesso di coglierli dalla Quercia di Pralicon. Lei decide chi può sfruttare le loro proprietà curative, solo chi la quercia ritiene giusto può salvarsi da una malattia, da una ferita in battaglia, da un qualunque male con i loro petali”.
Forse c'è qualche parola da pronunciare, una formula. Qualcosa no?” disse Adam impaziente.
E secondo te cosa sto cercando? Dovrebbe esserci nei miei appunti... a si, eccola!” Emiroth si avvicinò piano alla quercia, con gli occhialini calati sul naso e il suo librone pieno di appunti e di formule.
MiKaLiStaRoMiSgaNoTi Pralicon” disse scandendo bene l'omino pieno d'enfasi.
Tutto qui?” bisbigliò Eve. “Una parola incomprensibile e puf?”.
Qualcosa si mosse nel tronco della quercia, e gli occhi si dischiusero. I ragazzi non credevano ai propri occhi, ma quello che avevano davanti era davvero un volto con degli occhi, un naso e una bocca.
Chi siete voi per svegliare il mio sonno? Non siete di queste parti, non conosco i vostri volti” disse seccata la Quercia di Pralicon.
Siamo umili viaggiatori, diretti nel regno di Ametista.” rispose Emiroth.
E perchè dovete passate proprio di qui? Il Mare di Smeraldo è da quella parte” rispose seccata la quercia.
Non abbiamo una imbarcazione per attraversare il Mare di Smeraldo, e le rocce sono invalicabili, dobbiamo attraversare la foresta per arrivarci, e non abbiamo molto tempo” rispose Emiroth in tono umile.
Non faccio entrare estranei nel villaggio di Pralicon, i miei abitanti devono restare tranquilli, sono stati già fin troppo invasi in passato, e se pure passaste, beh non avreste una buona accoglienza”.
Ma noi siamo qui per recuperare Luce del Limbo” disse Adam intervenendo.
Luce del Limbo è disperso sulla Terra da anni e anni e anni”.
I ragazzi dovevano riportare il diamante sull'isola di Ageilia , ma Beruthiel l'ha rubato dalle loro mani, ed ora lo ha lei. Lo sai cosa potrebbe succedere ora....”
E voi sareste i prescelti? Non sembrate certo guerrieri e non avete l'aspetto di salvatori dell'isola. Non mi stupisco che Beruthiel vi abbia rubato il diamante.”
La Quercia di Pralicon non era certo nota per la sua simpatia, ma questo dettaglio Emiroth lo aveva ignorato. Era come una anziana signora petulante e sempre insoddisfatta. Si narrava della sua grande saggezza, ma anche della sua ostilità verso i giovani, gli esploratori e i bracconieri.
Io vi posso anche far passare, ma non dovete in alcun modo deturpare il bosco di Pralicon, o il villaggio, o fare del male ai suoi abitanti. Inoltre non vi assicuro che loro saranno contenti del vostro arrivo.
Cercheremo solo la strada più veloce per attraversare il bosco ed uscire dalla Spiaggia degli Spiriti, non toccheremo nulla” disse Emiroth. I ragazzi annuirono.
Allora buona fortuna, e non tornate a disturbare il mio sonno.
Una porticina di legno comparve tra le fittissime foglie sul lato sinistro della quercia. La porta era piccina, e i ragazzi dovettero piegarsi per entrarci. La quercia tornò a dormire, e la porta si chiuse dietro di loro, scomparendo di nuovo nel tronco.

Il bosco di Pralicon era all'apparenza per Eve il classico bosco delle fiabe, con vari sentieri, grossi funghi rossi a macchie bianche, fiori di ogni colore e alberi apparentemente innocui.
Lo sentite questo profumo inebriante?” disse Eve.
Gli altri erano abbastanza silenziosi. E quando Eve si voltò in attesa delle loro rispose si accorse di essere improvvisamente da sola.
Adam! Jonas! Meg!” urlò Eve, ma nessuno le rispose.
Era attratta dai fiori, come mai prima. In realtà ad Eve i fiori non erano mai piaciuti, ma quelli avevano qualcosa di magico, qualcosa che la ipnotizzava. Si abbassò per annusarne alcuni, felice e rilassata. Un coniglio bianco apparve tra le piante, e Eve incuriosita iniziò a seguirlo. Si, il suo libro preferito da bambina era Alice in Wonderland, ma questo sembrava davvero tutto reale.
Eve iniziò a correre, tra alberi, fiori, farfalle, funghi, e il coniglio continuava a seminarla. Eve si ritrovò davanti ad una casetta non di dimensioni umane, ma di dimensioni proprio per un coniglio. Era una casetta di legno, con il recinto, il giardino, e la canna fumaria. Eve si avvicinò alla finestra per guardare dentro, e le cose all'interno della casetta sembravano più grandi, delle stesse dimensioni dei mobili di una casa umana. Eve allontanò lo sguardo, e la casetta era ancora a misura di coniglio. Riguardò dentro e i mobili erano a misura d'uomo.
Dopo qualche istante di stupore Eve non ci fece più caso, e sorridente bussò alla porta.

Dove sono tutti gli altri?” chiese Jonas a Steven.
Non lo so, erano qui un attimo fa”.
Che alberi giganteschi” disse annoiato Jonas.
E che fiori giganteschi” disse impaurito Steven.
Cosa diavolo....
Sono più alti di noi...
Merda guarda quel fungo!
Non è possibile, non è possibile in natura una cosa del genere”.
Cervellone, ti devo ricordare tutto quello che abbiamo visto fino ad ora?”.
Jonas e Steven non sapevano se in quel luogo tutto fosse gigante, o se peggio si erano ristretti loro. Vagarono per un po' senza meta, non trovando una via d'uscita dal bosco, e non trovando traccia dei loro amici. E la situazione stava peggiorando. Una formica gigante si stava avvicinando a loro, e non sembrava felice di vederli.
Cosa diavolo è quella cosa?” urlò Jonas.
Ehm, sembrerebbe una formica, ma non ne sarei così sicuro, cioè insomma è talmente grande che..” rispose Steven.
Che ci mangerà in un sol boccone” concluse la frase Jonas.
Il pugnale, prendi il pugnale!” disse Steven mentre l'animale si avvicinava a passo svelto verso di loro, mentre la terra veniva violentemente scossa dai suoi passi.
Cosa vuoi che faccia un pugnale contro questa bestia?”.
Muoviti tiralo fuori!”. Persino Steven stava perdendo la sua solita calma.
Jonas tremante impugnò il pugnale ed iniziò ad agitarlo in aria. Quando l'animale tentò di avventarsi contro di loro Jonas gli piantò il pugnale in una zampa, e l'animale iniziò ad indietreggiare.
Una luce abbagliante apparve dietro l'animale, che impaurito scappò via all'istante.
Sta arrivando qualcuno, muoviti, andiamo” urlò Steven, ma fu in quel momento che il bagliore di luce illuminò anche loro due, e nella luce qualcosa si stava avvicinando a loro, o qualcuno.

Gli alberi di questo bosco sono più cupi di quelli della foresta di prima.
Quando Adam si voltò vide dietro di lui solo Jep, che con aria stupita si guardava intorno.
Dove sono finiti gli altri?” disse Adam in tono minaccioso.
Erano qui, erano davanti a me, e poi c'eri solo tu” rispose Jep.
Anche questa è una tua trappola?
No assolutamente no, io ero qui, e anche loro e poi c'eri solo tu. Lo giuro non so nulla”.
C'era qualcosa di sinistro negli alberi che li circondavano, avevano un qualcosa di... umano.
Hanno i volti, come la quercia” disse Jep.
Probabilmente l'intero bosco è fatto di alberi viventi come la quercia” rispose Adam.
I volti degli alberi sembravano dormire, e quindi con molta cautela i due iniziarono a seguire il sentiero di ciottoli che si diramava tra gli alberi. Era molto buio, ma i ciottoli erano così bianchi da splendere alla luce della luna che filtrava tra i rami.
Sono inquietanti, sembrano persone” disse Adam. “Non fare alcun rumore” aggiunse.
Non fece in tempo a dirlo che Jep schiacciò qualcosa sotto i suoi stivali, probabilmente un ramo.
In quel momento quel minimo rumore impercettibile sembrò rimbombare per tutto il bosco, e gli alberi si svegliarono molto arrabbiati.
Chi siete?
Cosa volete?
Intrusi”.
Spie”.
Bracconieri!
Andate via!
Chi sono?
Mai visti!
Sconosciuti!
Andate via!
Ladri!
L'intero bosco aveva preso vita, ed era infuriato con Adam e Jep. Volti minacciosi erano comparsi su ogni singolo albero del bosco, urlando contro i due ragazzi.
Corri!!!!” urlò Jep mentre un albero stava letteralmente per mangiare Adam.
Ma dove diavolo siamo, quello stava per mangiarmi” rispose terrorizzato Adam.
Spero i tuoi amici non abbiano fatto quella stessa fine!
Adam stava per spingere Jep in pasto ad uno degli alberi dopo quella affermazione, in fondo se lo meritava pensò, quando entrambi inciamparono in qualcosa che li fece finire di faccia a terra.

Megara si strinse nella sua giacca, la temperatura era improvvisamente calata, e aveva la strana sensazione che qualcosa di strano stesse accadendo. Era sola, circondata da piante e fiori di ogni tipo. Gli alberi erano pochi e non molto alti. Un sentiero ben tracciato percorreva il bosco. Prese in mano il suo scettro, e lo strinse forte a se, sicura ormai di potersi proteggere da ogni cosa, o quasi, grazie ad esso.
Sentì delle voci vicine, e alzando lo sguardo vide quella nuvola di fumo viola che avevano visto sulla spiaggia. Megara capì di essere arrivata al villaggio di Pralicon, quando una mano la afferrò per un braccio.
Dove vai?
Emiroth era accanto a lei nascosto tra i cespugli.
Non dobbiamo attraversare il villaggio, dobbiamo aggirarlo. Dove vi eravate cacciati tu e i tuoi amici? Dove sono gli altri”.
Non lo so, mi sono ritrovata improvvisamente da sola”.
Le insidie di questo bosco sono tante, avremmo dovuto restare insieme, tutti” disse Emiroth adirato.
Cosa facciamo adesso? Non possiamo andare via senza gli altri”.
Non lo so, ma di certo non possiamo chiedere aiuto nel villaggio”.
Dobbiamo tornare indietro” disse Megara decisa.
Non possiamo ora, guarda!
Il dito di Emiroth indicava quattro persone incappucciate che uscivano dal villaggio e si incamminavano sul sentiero, nella direzione da cui erano venuti loro due.
Erano tutti vestiti come il ragazzo che avano incontrato nella foresta, con mantello, stivali, bastone da passeggio e lanterne. Erano seguiti da due cani da caccia, dall'espressione stranamente mansueta e assente.
Loro sono gli spiriti?” chiese Meg.
Sono gli abitanti del bosco, non so se sono degli spiriti, ma di certo se tutti ci hanno messo in guardia da loro non ci conviene avvicinarli”.
I quattro si fermarono, quando un altro venne loro incontro dal bosco. Il suo mantello era molto più decorato di quello degli altri, i suoi stivali più lavorati, e il suo bastone non di legno ma di materiali preziosi. Sotto il cappuccio si nascondeva una donna dai lunghi capelli castani, raccolti in una lunghissima treccia, adornata di fiori. Sembrava una guerriera, o una regina. La donna si avviò verso il villaggio, mentre Meg e Emiroth nascosti tra le piante osservarono la scena.
Ci ha visti” disse Meg spaventata.
Era troppo lontana, è impossibile”.
Ci ha visti ti dico, mi sono sentita fulminare dal suo sguardo. Sa che siamo qui”.
Se ci ha visti perchè non ci hanno catturati”.
Non lo so. Ma temo che...”.
Meg si voltò a guardare verso il sentiero, e un'ombra stava arrivando da dietro gli alberi.

Un uomo vestito da pirata era arrivato davanti alla Quercia di Pralicon.
Aveva circa sui trent'anni, lunghi capelli biondi, occhi azzurri e un sorriso poco raccomandabile. Aveva una camicia bianca sporca, tutta aperta sul petto villoso, dei pantaloni di velluto verde bottiglia, una cintura con una grossa fibbia a forma di teschio, e degli stivali marroni. Da sopra la camicia portava un panciotto blu sdrucito, a cui mancavano due bottoni. Sembrava che avesse affrontato tutte le terribili creature della foresta per come era conciato.
Aveva osservato Adam, Meg e gli altri entrare nella quercia, e si apprestava a fare lo stesso. Aveva una specie di diario di bordo con se, che consultò prima di dire “MiKaLiStaRoMiSgaNoTi Pralicon”.
La quercia si svegliò sbraitando: “Ma è possibile che questa notte non è possibile riposare? Tu chi sei adesso?
Io sono uno dei salvatori della Luce del Limbo, le scimmie mi avevano aggredito e ho detto ai miei compagni di non aspettarmi, di andare avanti. Ma ora sono finalmente qui.
Non mi avevano parlato di altri” disse sospettosa la quercia.
Non erano sicuri che sarei arrivato. Conoscevo la formula no? Me l'hanno detta loro prima di dividerci”.
Poche storie, entra e facciamola finita per questa notte. E il prossimo che arriva me lo mangio!”.
La porta si aprì, la quercia si riaddormentò, e il pirata entrò nel bosco di Pralicon, non prima però di aver strappato alcuni dei fiori gialli.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x12: Tiger By My Side sarà online domenica 19 ottobre]
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