Take Me Home 1x12: Tiger By My Side


Adam e Jep si ritrovarono di faccia nel fango umido.
In cosa siamo inciampati?” chiese Adam.
Non lo so è buio, non vedo nulla” rispose Jep.
Tentarono di rialzarsi, e si accorsero che qualcosa si muoveva sotto di loro. Si guardarono negli occhi e stavano per gridare, e capirono che non era la cosa giusta da fare. Seduta davanti a loro c'era una tigre, che li fissava mansueta e annoiata. Erano inciampati nella sua coda, ma sembrava che l'animale non ne fosse minimamente interessato.
Ora ci allontaniamo molto piano e ce ne andiamo” disse Jep.
Adam sembrava sotto shock.
Muoviti, andiamo!
La tigre li fissava, come se li conoscesse da sempre, o come se volesse dire qualcosa.
Era rimasta li immobile, per tutto il tempo che i due erano rimasti addormentati sulla sua coda.
Perché non ti muovi? Dobbiamo andarcene, alla svelta, prima che gli alberi si sveglino, e che lei, o lui abbia fame” disse Jep strattonando Adam.
Ci avrebbe già mangiati” disse allora Adam.
La tigre si alzò ed iniziò ad incamminarsi sul sentiero, e sembrava che volesse essere seguita.
Andiamo!” disse Adam seguendo l'animale.
Sei impazzito o cosa?” rispose Jep.
Taci e muoviti”.
Jep seguì Adam controvoglia e i due si incamminarono nuovamente sul sentiero di ciottoli bianchi. Gli alberi dormivano, e Adam non dovette raccomandarsi ancora di non fare rumore, questa volta Jep camminava in punta di piedi.
Dove pensi che ci stia portando?” bisbigliò il motociclista.
Non lo so, ma qualcosa mi dice che dobbiamo fidarci”.
Ad un tratto gli alberi non sembravano più quelli di prima, o meglio erano tutti normali alberi, come se avessero immaginato tutto. Si voltarono per guardare gli alberi che avevano già superato, ma nessuno aveva più un volto incavato nel fusto.
La tigre continuava a camminare davanti a loro, voltandosi ogni tanto per accertarsi che fossero ancora li. Delle luci si vedevano in lontananza, e il fumo viola.
Siamo vicini al villaggio” disse Adam.
E perchè la tigre ci sta portando al villaggio? Non ci avevano messo in guardia di stare lontano dagli abitanti del bosco?”.
Adam non rispose, stava fissando la tigre, che si era fermata pochi passi davanti a loro, per poi scomparire nel nulla. La tigre si nascose dietro un albero, ma quando i due si avvicinarono non c'era più.
Era qui, ed è una tigre, ed è enorme, non può essere svanita!” disse Jep.
Invece è svanita, come il pavone” disse Adam. “Guarda, li tra i cespugli, ma quelli non sono loro?
Adam e Jep si incamminarono verso il villaggio, ma tra gli alberi qualcuno li stava fissando, per accertarsi che arrivassero a destinazione. Una ragazza, nascosta dietro l'albero della tigre, rimase nell'ombra e vide Adam e Jep parlare con qualcuno e poi nascondersi nei cespugli.

C'è nessuno? Signor coniglio?” Eve continuava a bussare alla porticina della casetta, ma nessuno rispondeva.
Strano, pensavo fosse in casa” disse tornando sul sentiero. Si fermò per sentire il profumo di ogni nuovo fiore, e si era completamente dimenticata del motivo per cui fosse li.
Un omino basso con un capello a punta moscio camminava sul sentiero con un cesto pieno di funghi, e vedendo Eve esclamò “Santi lumi, e tu chi sei?”.
Ciao, io sono Eve, hai visto il coniglio?
Quale coniglio?
Quello che abita in quella casetta”.
Quella è casa mia, dove pensi di essere, da quando i conigli hanno delle case” e scoppiò a ridere.
Ma tu cosa sei?
Per dindirindina io sono uno gnomo, tu cosa diavolo sei?
Io... io mi sono persa, i miei amici erano con me e io... io mi sono persa” Eve iniziò a piangere come una bambina di cinque anni, accucciandosi per terra nell'erba.
No, non piangere, odio chi piange” disse lo gnomo tirando un fazzoletto dalla tasca e porgendolo ad Eve.
Io sono Tarcisio, vuoi una tazza d'orzo?
Eve annuì singhiozzando e soffiandosi il naso.
Tarcisio aprì la porta della casetta, e disse ad Eve di entrare. Ovviamente la casa era a misura di gnomo, e Eve era umana, ma dopo l'invito di Tarcisio Eve riuscì ad entrare nella casetta, come se fosse diventata della misura esatta per la casetta... o viceversa.
Che ci fai qui? Gli umani non sono ammessi nel bosco degli spiriti”.
Tu sei uno spirito?
Ovvio che no, sono uno gnomo, anche altre creature vivono nel bosco, gli spiriti vivono principalmente nel villaggio a nord”.
La casa di Tarcisio era tutta di legno, con mobili di legno, utensili di legno, ninnoli di legno. Era piccola, per una sola persona, con un salotto, una cucina, il bagno e una camera da letto. Alcuni degli ambienti erano comunicanti, c'erano delle finestrelle di legno con persiane verdi tra una camera e l'altra. Alle finestre c'erano delle tende marroni con delle pannocchie di mais disegnate.
Tarcisio fece accomodare Eve e le servì una tazza d'orzo.
Allora che ci fai qui” riprese lo gnomo.
Ero con i miei amici, ero in missione, poi mi sono girata e loro non c'erano più”.
Eve riprese a singhiozzare. Era ovvio che fosse sotto l'effetto di qualcosa, non era la solita Eve forte e determinata, era una bambina tutta fiorellini e pianti.
Dove eravate diretti?
Dovevamo uscire dal bosco, dovevamo arrivare in uno degli altri regni, non ricordo il nome” rispose la ragazza smettendo di piangere e assaggiando una fetta di torta.
E dimmi, perché dovevate superare il bosco? Non siete di queste parti vero?
Dobbiamo recuperare un diamante, non ricordo il nome neanche di questo”. In quel momento Eve si accorse di non ricordarsi di molte cose, ma non diede molto peso alla cosa, e riprese a bere il suo orzo.
Ci sono molti gnomi da queste parti?
No, non molti, dopo la caduta dei regni e la ascesa della Regina ci siamo dispersi un po' ovunque, e io ho scelto di starmene qua. Ci sono tipi strani in giro, ma almeno qui nessuno mi comanda” disse lo gnomo accendendo la sua pipa.
Ma tu mi puoi riportare dai miei amici?” chiese in tono supplichevole Eve.
Si certo. Ma prima finisci la tua torta”.

Il pirata camminava a passo spedito nella foresta, credeva di essere seguito, ed alzò il passo. Il bosco era buio e apparentemente deserto, ma qualcuno continuava a seguirlo. Di questo lui era certo. Era preoccupato, era un pirata senza la sua ciurma in un bosco di spiriti. E faceva caldo. Troppo caldo anche per un pirata. I suoi capelli biondi scendevano spettinati sul suo volto, e il suo petto villoso grondava di goccioline di sudore. I suoi vestiti erano sporchi, aveva affrontato le scimmie, si era imbattuto in dei cinghiali selvatici, era caduto in due pozze di fango e il suo panciotto si era incastrato in un roveto. Ed era anche il suo panciotto preferito.
Iniziò a correre, perché il passo dietro di lui si faceva sempre più vicino, ed ad un tratto non sentì più nulla. L'aria intorno a lui si mosse, e con un enorme balzo qualcuno atterrò davanti a lui.
Era una tigre. L'animale, che era stato mansueto con Adam e Jep, accompagnandoli al villaggio, era decisamente meno felice di vedere il pirata.
Merda”. Tirò fuori la spada e l'agitò verso l'animale, che spalancò la sua enorme bocca.
Il pirata prese la rincorsa, si aggrappò ad un ramo, e diede un calcio alla tigre, che indietreggiò per un attimo, per poi partire alla carica sul pirata.
Il ragazzo era agile e astuto, e riuscì bene ad evitare gli attacchi dell'animale, e si arrampicò su un albero. L'animale iniziò a incidere il tronco dell'albero con le unghie, ma il pirata non si mosse minimamente da lassù.
La tigre si allontanò, scomparendo tra le piante. Il ragazzo rimase sull'albero ancora per un po', per essere certo che l'animale non fosse più nei paraggi.
Ti sei perso?”.
Il pirata non fece in tempo a scendere dall'albero che si trovò una ragazza davanti a se.
Ehi, da dove sei sbucata.” disse lui.
La ragazza era avvolta in un mantello tigrato con il cappuccio, aveva un bastone con se, e un paio di stivali sempre tigrati.
C'era una tigre qui, poco fa. Come quella sul tuo mantello” disse sorridendo il pirata.
La ragazza continuava a guardarlo sorridendo, mentre lui iniziava a sentirsi a disagio.
Non l'ho vista. Io sono Karidia. Tu chi sei?
Nathaniel Brown. Capitano della Gemma dei Venti” disse lui baciandole la mano.
“Un nome poetico per una nave di pirati” disse lei.
Lui sorrise soddisfatto. Ma il suo compiacersi durò poco. Karidia fischiò, e una rete cadde sulla testa del pirata, che si ritrovò così intrappolato.
Fammi uscire di qui, fammi uscire di quii!!!”
Portatelo al villaggio” disse la ragazza ad altri due tipi incappucciati, che lo trascinarono lungo il sentiero.

Siete voi? Che spavento” esclamò Megara vedendo arrivare Adam e Jep.
Presto nascondetevi!” disse Emiroth.
Che state facendo qui?” chiese Adam.
Ma gli altri non sono con voi?” chiese Meg.
No, ci siamo ritrovati da soli, tra gli alberi parlanti. Stavano per mangiarlo” disse Jep indicando Adam.
Siamo stati tutti dispersi nel bosco, in preda alle allucinazioni” osservò Emiroth.
Vuoi dire che ci siamo immaginati gli alberi carnivori e la tigre?” chiese Adam.
Probabilmente”.
Perchè siete nascosti qui?
Stavamo venendo a cercarvi, e poi abbiamo visto uscire delle persone dal villaggio, ed è arrivata una donna... sono sicuro che ci abbia visti. E non possiamo neanche andare via se non troviamo gli altri. Il villaggio non è un posto sicuro” disse Meg tutto d'un fiato. Era felice di vedere Adam, ed era in pensiero per gli altri, specie per Steven. Lo immaginava solo nel bosco, in preda alle allucinazioni, armato solo di un binocolo.
Strano, la tigre ci ha condotto qui, ci deve essere un motivo” disse Adam pensieroso.
Ma lui ha detto che ce la siamo immaginata!” disse Jep.
Tu pensi davvero d'averla immaginata? Come ci siamo arrivati fin qui?” rispose Adam seccato.
Shhh, sta arrivando di nuovo qualcuno!” disse Emiroth.
Ma quella è Eve!” Adam non credeva ai suoi occhi. Eve camminava mano nella mano con uno gnomo, e si dirigeva felice verso il villaggio.
Dobbiamo andare anche noi, dobbiamo fermarla!” disse il ragazzo.
Non è prudente!” disse Emiroth.
Dovremmo lasciarla andare da sola nel villaggio degli spiriti? Ma sei pazzo!?” disse Adam alzandosi dal suo nascondiglio.
Non è sola... Ma quello è.... quel farabutto di Tarcisio! Che ci fa qui?
Chi è Tarcisio? Lo conosci?” chiese Meg.
Emiroth, sembrava interdetto.
Io e Tarcisio abbiamo qualche conto in sospeso. Viveva nel Regno di Rubino, ed era un grande imbroglione. Se entra tranquillamente nel villaggio vuol dire che è loro alleato, o che ha qualcosa per loro. Per una ricompensa farebbe qualunque cosa”.
Entriamo, avanti!” disse Adam, che si incamminò senza alcuna paura verso l'ingresso del villaggio.
Meg e Jep lo seguirono. Emiroth invece tentò in vano di dissuaderlo.

Il villaggio era rumoroso, ma non si vedeva nessuno per le strade. Le case erano buie, i campi deserti, ma il nuvolone viola era sempre più vicino. Si incamminarono per le stradine seguendo Eve e Tarcisio. Eve sembrava una bambina nel regno dei balocchi, nonostante il villaggio non fosse nulla di eccezionale, casette di legno e paglia, strade di ciottoli, botteghe, fiori, e recinti per animali.
Qualcuno stava camminando per le strade dietro di loro, e quindi si nascosero in un vicolo buio. Videro passare Karidia, seguita da uomini che trascinavano una rete, con dentro un prigioniero, Nathaniel.
Li seguirono pochi attimi dopo, mentre Eve e lo gnomo erano già chissà dove.
Camminarono ancora per stradine e viuzze, ed arrivarono al centro del villaggio, dove tutti erano riuniti intorno ad un grande falò che emanava quel famoso fumo viola.
Il fuoco degli Spiriti” disse Emiroth. “La leggenda narra che viene acceso dagli spiriti ogni volta che la loro comunità si riunisce per una occasione importante, o per prendere una decisione di vitale importanza, o per prepararsi ad un attacco”.
Quella è la donna che abbiamo visto prima” disse Meg indicando la ragazza che avevano visto arrivare dal bosco un'ora prima.
Probabilmente lei è la loro regina, sembra che tutti la stiano ad ascoltare” disse Emiroth.
Guardate, il prigioniero, lo hanno liberato dalla rete, e li pare ce ne siano altri” disse Adam.
Ma quelli sono... Jonas e Steven” rispose Meg.
Si, erano davvero loro. Erano stati catturati e condotti dalla regina. In un angolo c'era Tarcisio, che parlava con una delle guardie, e accanto a lui Eve, che guardava tutti sorridendo. Eve venne fatta sedere da alcune donne del villaggio. Lei non fu accompagnata dagli altri ostaggi, e Tarcisio fu ricompensato con un sacchetto, che sembrava abbastanza pesante.
Dobbiamo fare qualcosa!” disse Meg.
Dobbiamo aspettare che Tarcisio si avvii verso questa parte per uscire dal villaggio, e a quel punto ci penso io” disse Emiroth.
Come aveva previsto, lo gnomo dopo aver ricevuto la sua ricompensa si avviò saltellante sulla strada del ritorno, tutto felice, e quando passò davanti a loro, una mano, quella di Jep, lo afferrò e lo tirò li nell'ombra.
Che cosa diavolo...
Tarcisio. Da quanto tempo non ci vediamo? A si giusto, da quando hai rubato il cammeo della regina che io dovevo custodire”.
Emiroth, quale piacere. Ma suvvia, sono cose avvenute quando eravamo bimbetti, non portare rancore”.
Emiroth avrebbe voluto trasformarsi in gufo e iniziare a beccarlo, ma voleva mantenere un certo contegno davanti ai ragazzi, e quello non era il momento adatto.
Quella ragazza che hai dato a loro, è una nostra amica, e noi siamo qui per una missione importantissima”.
Oh quella cara ragazza. Ho l'ordine di avvisare degli intrusi, e in cambio ricevo della polvere magica. Mi serve per i miei fiori e per i funghi, sai, il terreno del bosco non è perfetto come la flora del bosco degli gnomi, io ora abito qui, lunga storia”.
Cosa hanno intenzione di farle?
Di lei nulla, non ha fatto del male a nessuno, non ha toccato una foglia del bosco. Gli altri pare abbiano attaccato una formica gigante, o roba del genere, insomma non la passeranno liscia. Be è stato un piacere rivederti, ora devo andare”.
Non vai da nessuna parte, mi devi parecchi favori, devi permettermi di parlare con loro, noi siamo qui per salvare tutti da Beruthiel”.
Loro non hanno paura di Beruthiel, non ha mai toccato la spiaggia degli spiriti, ha paura di loro, e detto tra noi, la capisco, pagano bene si, ma se li fai arrabbiare ti mandano in fumo il cervello”.
Beruthiel ha la Luce del Limbo, quindi presto attaccherà anche questo posto”.
Tarcisio deglutì, con la classica espressione di chi pensava di essere in un mare di guai.
Va bene, seguitemi”.
Tarcisio si incamminò verso il falò, e gli altri lo seguirono, e quando giunsero li, l'intero villaggio, circa un centinaio di persone, si voltò a guardarli terrorizzati.
Regina Mab, questi stranieri vogliono parlarle, è importante, per tutti” disse Tarcisio pieno di timore e rispetto.
La donna dai lunghi capelli castani, raccolti in una lunghissima treccia, adornata di fiori, che Meg e Emiroth avevano visto entrare nel villaggio, era davvero la regina degli spiriti, ed era seduta su un trono ricavato da una grande quercia.
Le guardie si avviarono verso di loro, per catturarli, ma la regina li fermò.
Come siete entrati nel bosco?”.
La Quercia di Pralicon ci ha fatti entrare. Lei conosce la nostra missione maestà, e probabilmente anche voi la conoscete” disse Meg sotto gli occhi stupiti dei suoi amici.
Perchè dovrei sapere il motivo per cui siete qui. Non vi conosco” disse la donna sfidandola con lo sguardo.
Perchè lei prima ci ha visti nei cespugli, e sapeva che eravamo qui, ma comunque non ci ha fatto catturare come gli altri.”
Sapevo che la donna dagli occhi viola e l'uomo dagli occhi azzurri sarebbero arrivati si, ma i vostri amici hanno attaccato le mie creature, e pagheranno per questo. Se voi volete proseguire fate pure, non vi fermeremo.”
I miei amici probabilmente si sono difesi, o sono incappati nelle allucinazioni. L'altro uomo non lo conosciamo, non era con noi”.
Nathaniel sospirò e capì di essersi cacciato in un guaio più grande di lui.
Come voi tenete giustamente al vostro bosco, noi dobbiamo salvare il nostro, e non torneremo mai più a darvi fastidio. Beruthiel ha Luce del Limbo, e se non la fermiamo presto conquisterà anche il vostro bosco” disse Megara.
La regina parlava con la donna accanto a lei, Karidia, e con due uomini, che probabilmente visti i loro bastoni e i loro mantelli preziosi avevano ruoli importanti nel villaggio.
La Regina lascerà andare i prigionieri solo se supereranno le tre prove”.
Quali prove?” chiese Emiroth pieno di timore e avvicinandosi al centro del falò.
La prova del fuoco, la prova dell'acqua, e la prova del vento” disse l'uomo, il cui nome era Damoto. I suoi lineamenti più che uno spirito lo facevano sembrare un guerriero della grande muraglia.
E lei?” disse Megara. “Anche lei è dei nostri”.
Se non superano la prova loro verranno puniti, con la follia eterna, e vagheranno per sempre per il bosco. E lei verrà data in sposa ad uno dei nostri guerrieri”.
Eve ovviamente non capiva cosa stesse accadendo, e continuava a sorridere a tutti. L'effetto dei fiori stregati di Tarcisio, che nel frattempo era scappato a gambe levate, non era ancora svanito.
Accettiamo queste condizioni” disse Meg”.
Sei impazzita? Non sappiamo neanche di che prove si tratti!” disse Adam.
L'unico modo per vincere è giocare con le loro regole, o almeno farglielo credere” disse Meg.
Ha ragione lei” disse Emiroth.
Le prove inizieranno domani, per questa notte potete dormire in una tenda fuori dal villaggio” disse Damoto.
E di me cosa ne sarà?” chiese il pirata.
Per te decideremo nei prossimi giorni, abbiamo cose più importanti a cui pensare ora, ritieniti fotunato” disse la regina.
La seduta è tolta, tornate nelle vostre capanne” disse Mab mandando a letto i suoi sudditi.
Karidia continuava a fissare Adam e Jep, come se avesse ancora qualcosa in serbo per loro.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x13: Rescue Me sarà online domenica 26 ottobre]
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Take Me Home 1x11: Imagination


"Cosa ti ha promesso la regina?" Steven si avvicinò a Jep in cerca di risposte.
"Non ha importanza" rispose Jep con aria indifferente.
"Forse per te no ma per me si" disse Steven stizzito.
"Doveva aiutare una persona che conosco. Non doveva succedere niente a nessuno. Dovevo solo fermarvi e non farvi arrivare qui. Stop. Mi dispiace per quello che è successo, io ho tentato di fermarla..."
"Fermarla? Perché lei era li?"
"Non lo so, io... mi aveva detto che lei poteva fermarvi, non so perché. Io sapevo solo questo".
Jep sembrò sincero agli occhi di Steven, ma comunque non riusciva a smetterlo di odiarlo.
Meg li guardava, sentiva di dover proteggere Steven. Fece segno di raggiungerla, e lui così fece.
"Tutto ok?" chiese lei con un sorriso.
"Più o meno" rispose lui stringendosi nelle spalle.
Pochi passi più avanti camminavano Eve e Adam.
"Non abbiamo più parlato di noi. Lo so che non è il momento ma volevo almeno sapere se hai scelto me... o lei".
Adam non rispose ma la guardò negli occhi con tale tristezza che Eve capì senza bisogno di parole.
"Io penso... penso che sia una brava ragazza, e che ti voglia bene. Io... non so, forse anche i miei sentimenti per te stanno cambiando ma ti starò sempre accanto". Le parole di Eve furono soffocate dalle lacrime. Adam la abbracciò e le sussurro un "ti voglio bene" che tranquillizzò la ragazza. Gli altri assistettero in silenzio e Meg si sentì in colpa, e osservata da tutti, anche se probabilmente non era vero.
"Camminiamo da ore e non abbiamo ancora visto niente e nessuno" disse Jonas. "Siamo sicuri che non stiamo girando intorno?"
"Scimmie assassine, il tizio con una cotta per te e il pavone non ti sono bastati?" disse Adam.
"Non aveva una cotta per me!"
"Non stiamo girando intorno, sto seguendo le stelle, sono così vicine e brillanti da qui" disse Steven guardando il cielo.
"Meno male che abbiamo Copernico" disse Jonas.
Un albero enorme bloccava la strada. Sembrava una quercia ma di dimensioni mastodontiche.
"La Quercia di Pralicon. Allora esiste davvero".
Emiroth non credeva ai suoi occhi.
"Ne sento parlare da sempre. Tanti libri fantastici antichi ne parlano, ma non sapevo che esistesse davvero e che fosse proprio qui. La cerco da sempre".
"Come fai ad essere certo che sia proprio quella?" chiese curiosa Meg.
Emiroth estrasse dalla borsa una agenda piena di appunti e di schizzi e la aprì alla pagina con un disegno di una enorme quercia.
"Corrisponde ai disegni, la grandezza, le foglie lucide, i fiori gialli. Ci sono anche i fiori gialli. Non li toccate! E poi..."
"Sembra un volto" disse Eve fissando la parte centrale della quercia.
"...Il volto" concluse Emiroth. "È una quercia parlante. Dovremmo svegliarla. Solo lei ci può far passare, ed arrivare al villaggio degli spiriti".
"Non c'è alcun modo per aggirare il villaggio? " chiese Adam.
"Non vedete le dimensioni della quercia? È come un muro di cinta, bisogna passarci attraverso, è l'unico modo".

Ci deve essere un modo, ci deve essere un modo per farla svegliare. Devo controllare i miei appunti, fatemi luce con la torcia”.
Era davvero un volto quello incavato nel tronco della quercia, e sembrava stesse dormendo.
Non toccate quei fiori vi ho detto! Possono salvarvi la vita come togliervela, se non si ha il permesso di coglierli dalla Quercia di Pralicon. Lei decide chi può sfruttare le loro proprietà curative, solo chi la quercia ritiene giusto può salvarsi da una malattia, da una ferita in battaglia, da un qualunque male con i loro petali”.
Forse c'è qualche parola da pronunciare, una formula. Qualcosa no?” disse Adam impaziente.
E secondo te cosa sto cercando? Dovrebbe esserci nei miei appunti... a si, eccola!” Emiroth si avvicinò piano alla quercia, con gli occhialini calati sul naso e il suo librone pieno di appunti e di formule.
MiKaLiStaRoMiSgaNoTi Pralicon” disse scandendo bene l'omino pieno d'enfasi.
Tutto qui?” bisbigliò Eve. “Una parola incomprensibile e puf?”.
Qualcosa si mosse nel tronco della quercia, e gli occhi si dischiusero. I ragazzi non credevano ai propri occhi, ma quello che avevano davanti era davvero un volto con degli occhi, un naso e una bocca.
Chi siete voi per svegliare il mio sonno? Non siete di queste parti, non conosco i vostri volti” disse seccata la Quercia di Pralicon.
Siamo umili viaggiatori, diretti nel regno di Ametista.” rispose Emiroth.
E perchè dovete passate proprio di qui? Il Mare di Smeraldo è da quella parte” rispose seccata la quercia.
Non abbiamo una imbarcazione per attraversare il Mare di Smeraldo, e le rocce sono invalicabili, dobbiamo attraversare la foresta per arrivarci, e non abbiamo molto tempo” rispose Emiroth in tono umile.
Non faccio entrare estranei nel villaggio di Pralicon, i miei abitanti devono restare tranquilli, sono stati già fin troppo invasi in passato, e se pure passaste, beh non avreste una buona accoglienza”.
Ma noi siamo qui per recuperare Luce del Limbo” disse Adam intervenendo.
Luce del Limbo è disperso sulla Terra da anni e anni e anni”.
I ragazzi dovevano riportare il diamante sull'isola di Ageilia , ma Beruthiel l'ha rubato dalle loro mani, ed ora lo ha lei. Lo sai cosa potrebbe succedere ora....”
E voi sareste i prescelti? Non sembrate certo guerrieri e non avete l'aspetto di salvatori dell'isola. Non mi stupisco che Beruthiel vi abbia rubato il diamante.”
La Quercia di Pralicon non era certo nota per la sua simpatia, ma questo dettaglio Emiroth lo aveva ignorato. Era come una anziana signora petulante e sempre insoddisfatta. Si narrava della sua grande saggezza, ma anche della sua ostilità verso i giovani, gli esploratori e i bracconieri.
Io vi posso anche far passare, ma non dovete in alcun modo deturpare il bosco di Pralicon, o il villaggio, o fare del male ai suoi abitanti. Inoltre non vi assicuro che loro saranno contenti del vostro arrivo.
Cercheremo solo la strada più veloce per attraversare il bosco ed uscire dalla Spiaggia degli Spiriti, non toccheremo nulla” disse Emiroth. I ragazzi annuirono.
Allora buona fortuna, e non tornate a disturbare il mio sonno.
Una porticina di legno comparve tra le fittissime foglie sul lato sinistro della quercia. La porta era piccina, e i ragazzi dovettero piegarsi per entrarci. La quercia tornò a dormire, e la porta si chiuse dietro di loro, scomparendo di nuovo nel tronco.

Il bosco di Pralicon era all'apparenza per Eve il classico bosco delle fiabe, con vari sentieri, grossi funghi rossi a macchie bianche, fiori di ogni colore e alberi apparentemente innocui.
Lo sentite questo profumo inebriante?” disse Eve.
Gli altri erano abbastanza silenziosi. E quando Eve si voltò in attesa delle loro rispose si accorse di essere improvvisamente da sola.
Adam! Jonas! Meg!” urlò Eve, ma nessuno le rispose.
Era attratta dai fiori, come mai prima. In realtà ad Eve i fiori non erano mai piaciuti, ma quelli avevano qualcosa di magico, qualcosa che la ipnotizzava. Si abbassò per annusarne alcuni, felice e rilassata. Un coniglio bianco apparve tra le piante, e Eve incuriosita iniziò a seguirlo. Si, il suo libro preferito da bambina era Alice in Wonderland, ma questo sembrava davvero tutto reale.
Eve iniziò a correre, tra alberi, fiori, farfalle, funghi, e il coniglio continuava a seminarla. Eve si ritrovò davanti ad una casetta non di dimensioni umane, ma di dimensioni proprio per un coniglio. Era una casetta di legno, con il recinto, il giardino, e la canna fumaria. Eve si avvicinò alla finestra per guardare dentro, e le cose all'interno della casetta sembravano più grandi, delle stesse dimensioni dei mobili di una casa umana. Eve allontanò lo sguardo, e la casetta era ancora a misura di coniglio. Riguardò dentro e i mobili erano a misura d'uomo.
Dopo qualche istante di stupore Eve non ci fece più caso, e sorridente bussò alla porta.

Dove sono tutti gli altri?” chiese Jonas a Steven.
Non lo so, erano qui un attimo fa”.
Che alberi giganteschi” disse annoiato Jonas.
E che fiori giganteschi” disse impaurito Steven.
Cosa diavolo....
Sono più alti di noi...
Merda guarda quel fungo!
Non è possibile, non è possibile in natura una cosa del genere”.
Cervellone, ti devo ricordare tutto quello che abbiamo visto fino ad ora?”.
Jonas e Steven non sapevano se in quel luogo tutto fosse gigante, o se peggio si erano ristretti loro. Vagarono per un po' senza meta, non trovando una via d'uscita dal bosco, e non trovando traccia dei loro amici. E la situazione stava peggiorando. Una formica gigante si stava avvicinando a loro, e non sembrava felice di vederli.
Cosa diavolo è quella cosa?” urlò Jonas.
Ehm, sembrerebbe una formica, ma non ne sarei così sicuro, cioè insomma è talmente grande che..” rispose Steven.
Che ci mangerà in un sol boccone” concluse la frase Jonas.
Il pugnale, prendi il pugnale!” disse Steven mentre l'animale si avvicinava a passo svelto verso di loro, mentre la terra veniva violentemente scossa dai suoi passi.
Cosa vuoi che faccia un pugnale contro questa bestia?”.
Muoviti tiralo fuori!”. Persino Steven stava perdendo la sua solita calma.
Jonas tremante impugnò il pugnale ed iniziò ad agitarlo in aria. Quando l'animale tentò di avventarsi contro di loro Jonas gli piantò il pugnale in una zampa, e l'animale iniziò ad indietreggiare.
Una luce abbagliante apparve dietro l'animale, che impaurito scappò via all'istante.
Sta arrivando qualcuno, muoviti, andiamo” urlò Steven, ma fu in quel momento che il bagliore di luce illuminò anche loro due, e nella luce qualcosa si stava avvicinando a loro, o qualcuno.

Gli alberi di questo bosco sono più cupi di quelli della foresta di prima.
Quando Adam si voltò vide dietro di lui solo Jep, che con aria stupita si guardava intorno.
Dove sono finiti gli altri?” disse Adam in tono minaccioso.
Erano qui, erano davanti a me, e poi c'eri solo tu” rispose Jep.
Anche questa è una tua trappola?
No assolutamente no, io ero qui, e anche loro e poi c'eri solo tu. Lo giuro non so nulla”.
C'era qualcosa di sinistro negli alberi che li circondavano, avevano un qualcosa di... umano.
Hanno i volti, come la quercia” disse Jep.
Probabilmente l'intero bosco è fatto di alberi viventi come la quercia” rispose Adam.
I volti degli alberi sembravano dormire, e quindi con molta cautela i due iniziarono a seguire il sentiero di ciottoli che si diramava tra gli alberi. Era molto buio, ma i ciottoli erano così bianchi da splendere alla luce della luna che filtrava tra i rami.
Sono inquietanti, sembrano persone” disse Adam. “Non fare alcun rumore” aggiunse.
Non fece in tempo a dirlo che Jep schiacciò qualcosa sotto i suoi stivali, probabilmente un ramo.
In quel momento quel minimo rumore impercettibile sembrò rimbombare per tutto il bosco, e gli alberi si svegliarono molto arrabbiati.
Chi siete?
Cosa volete?
Intrusi”.
Spie”.
Bracconieri!
Andate via!
Chi sono?
Mai visti!
Sconosciuti!
Andate via!
Ladri!
L'intero bosco aveva preso vita, ed era infuriato con Adam e Jep. Volti minacciosi erano comparsi su ogni singolo albero del bosco, urlando contro i due ragazzi.
Corri!!!!” urlò Jep mentre un albero stava letteralmente per mangiare Adam.
Ma dove diavolo siamo, quello stava per mangiarmi” rispose terrorizzato Adam.
Spero i tuoi amici non abbiano fatto quella stessa fine!
Adam stava per spingere Jep in pasto ad uno degli alberi dopo quella affermazione, in fondo se lo meritava pensò, quando entrambi inciamparono in qualcosa che li fece finire di faccia a terra.

Megara si strinse nella sua giacca, la temperatura era improvvisamente calata, e aveva la strana sensazione che qualcosa di strano stesse accadendo. Era sola, circondata da piante e fiori di ogni tipo. Gli alberi erano pochi e non molto alti. Un sentiero ben tracciato percorreva il bosco. Prese in mano il suo scettro, e lo strinse forte a se, sicura ormai di potersi proteggere da ogni cosa, o quasi, grazie ad esso.
Sentì delle voci vicine, e alzando lo sguardo vide quella nuvola di fumo viola che avevano visto sulla spiaggia. Megara capì di essere arrivata al villaggio di Pralicon, quando una mano la afferrò per un braccio.
Dove vai?
Emiroth era accanto a lei nascosto tra i cespugli.
Non dobbiamo attraversare il villaggio, dobbiamo aggirarlo. Dove vi eravate cacciati tu e i tuoi amici? Dove sono gli altri”.
Non lo so, mi sono ritrovata improvvisamente da sola”.
Le insidie di questo bosco sono tante, avremmo dovuto restare insieme, tutti” disse Emiroth adirato.
Cosa facciamo adesso? Non possiamo andare via senza gli altri”.
Non lo so, ma di certo non possiamo chiedere aiuto nel villaggio”.
Dobbiamo tornare indietro” disse Megara decisa.
Non possiamo ora, guarda!
Il dito di Emiroth indicava quattro persone incappucciate che uscivano dal villaggio e si incamminavano sul sentiero, nella direzione da cui erano venuti loro due.
Erano tutti vestiti come il ragazzo che avano incontrato nella foresta, con mantello, stivali, bastone da passeggio e lanterne. Erano seguiti da due cani da caccia, dall'espressione stranamente mansueta e assente.
Loro sono gli spiriti?” chiese Meg.
Sono gli abitanti del bosco, non so se sono degli spiriti, ma di certo se tutti ci hanno messo in guardia da loro non ci conviene avvicinarli”.
I quattro si fermarono, quando un altro venne loro incontro dal bosco. Il suo mantello era molto più decorato di quello degli altri, i suoi stivali più lavorati, e il suo bastone non di legno ma di materiali preziosi. Sotto il cappuccio si nascondeva una donna dai lunghi capelli castani, raccolti in una lunghissima treccia, adornata di fiori. Sembrava una guerriera, o una regina. La donna si avviò verso il villaggio, mentre Meg e Emiroth nascosti tra le piante osservarono la scena.
Ci ha visti” disse Meg spaventata.
Era troppo lontana, è impossibile”.
Ci ha visti ti dico, mi sono sentita fulminare dal suo sguardo. Sa che siamo qui”.
Se ci ha visti perchè non ci hanno catturati”.
Non lo so. Ma temo che...”.
Meg si voltò a guardare verso il sentiero, e un'ombra stava arrivando da dietro gli alberi.

Un uomo vestito da pirata era arrivato davanti alla Quercia di Pralicon.
Aveva circa sui trent'anni, lunghi capelli biondi, occhi azzurri e un sorriso poco raccomandabile. Aveva una camicia bianca sporca, tutta aperta sul petto villoso, dei pantaloni di velluto verde bottiglia, una cintura con una grossa fibbia a forma di teschio, e degli stivali marroni. Da sopra la camicia portava un panciotto blu sdrucito, a cui mancavano due bottoni. Sembrava che avesse affrontato tutte le terribili creature della foresta per come era conciato.
Aveva osservato Adam, Meg e gli altri entrare nella quercia, e si apprestava a fare lo stesso. Aveva una specie di diario di bordo con se, che consultò prima di dire “MiKaLiStaRoMiSgaNoTi Pralicon”.
La quercia si svegliò sbraitando: “Ma è possibile che questa notte non è possibile riposare? Tu chi sei adesso?
Io sono uno dei salvatori della Luce del Limbo, le scimmie mi avevano aggredito e ho detto ai miei compagni di non aspettarmi, di andare avanti. Ma ora sono finalmente qui.
Non mi avevano parlato di altri” disse sospettosa la quercia.
Non erano sicuri che sarei arrivato. Conoscevo la formula no? Me l'hanno detta loro prima di dividerci”.
Poche storie, entra e facciamola finita per questa notte. E il prossimo che arriva me lo mangio!”.
La porta si aprì, la quercia si riaddormentò, e il pirata entrò nel bosco di Pralicon, non prima però di aver strappato alcuni dei fiori gialli.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x12: Tiger By My Side sarà online domenica 19 ottobre]
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Take Me Home 1x10: Don't Cry (The Breakup Of The World)


La pioggia scrosciante batteva sulle loro teste. Erano privi di sensi sulla riva del mare, con i corpi che affondavano nella sabbia bagnata. La pioggia era così sottile, ma così forte, da lasciare dei piccoli buchi sulla sabbia, come tante punture di spilli invisibili.
Erano sulle spiagge dell'isola di Ageilia. Gli azzurri occhi di Adam si aprirono pian piano, ed iniziarono ad intravedere il cielo, nuvoloso ma con un leggero sprazzo di sole del pomeriggio, con tonalità di giallo e di grigio che risplendevano sopra di lui.
L'isola di Ageilia non era circondata dall'acqua, essendo sospesa nel cielo, ma era talmente vasta da contenere al suo interno un mare racchiuso tra le sponde dei tre regni che lo costituivano. Il Mare di Smeraldo bagnava le coste del Regno di Zaffiro, del Regno di Rubino e del Regno di Ametista. Si narra che strane creature popolassero questo immenso mare, non sempre cattive però.
Adam si mise a sedere sulla riva, mentre le sue mani scendevano nella soffice sabbia. Si guardò intorno. I suoi amici sembravano svenuti. Poco più in la, da solo, giaceva anche Jep, con la faccia nella sabbia. Era riuscito ad entrare nel portale. Dopo un attimo di confusione Adam si rialzò, si avvicinò pian piano a Jep, e arrivato a pochi passi da lui sguainò la spada.

"Non farlo!" urlò Emiroth un attimo prima che la lama di Adam si fermasse sulla gola di Jep.
"Non è stato lui a farle del male,  e se anche fosse, ucciderlo non la riporterebbe indietro" .
Adam si voltò e un ghigno di rabbia e delusione si disegnò sul suo volto.
"È colpa nostra" disse una voce femminile. Megara si era svegliata e giaceva in piedi dietro di loro. Aveva lo sguardo fisso ai suoi piedi, immobili nella sabbia. La pioggia scendeva scomposta sui suoi capelli.
"Sapevamo che qualcuno di noi era in pericolo e non siamo riusciti a salvarla. Aveva paura e noi non l'abbiamo protetta".
"Non è colpa di nessuno" disse Emiroth voltandosi verso la ragazza.
Meg alzò gli occhi, e vide Adam di fronte a se. Una lacrima rigava la sua guancia. Sentivano il dolore l'una dell'altro. Meg avanzò verso di lui, e con la mano gli asciugó il viso. Lo bació ma fu un attimo, perché Eve si stava svegliando proprio in quel momento.
Eve era confusa, lei e Jonas, che aprì gli occhi pochi attimi dopo, erano entrati per primi nel portale e non avevano assistito a quello che era accaduto a Michelle.
"Che ci fa lui qui?" chiese Jonas pieno di stupore.
Jep giaceva ancora addormentato sulla riva, e fu quando tutti si voltarono a guardarlo che si accorsero che Steven non era li con loro.
"È impossibile, è entrato nel portale. Era qui quando mi sono svegliato" disse Emiroth perplesso.
"Magari lui e Michelle sono qui intorno". Jonas notò gli sguardi pieni di tristezza dei suoi amici mentre pronunciava queste parole.
Eve raggelò capendo quello che era successo. Lei e Michelle non avevano parlato molto, anzi Michelle,  sempre così silenziosa, era l'opposto di Eve, sempre pronta a dire la sua su tutto.  Però Eve sentì di aver perso qualcuno a cui si stava davvero affezionando.
Jonas strinse i pugni ed era pronto a direzionare la sua rabbia verso Jep.
In quel momento Steven uscì dalla fitta boscaglia che si estendeva sull'isola dopo alcuni metri di spiaggia. Steven avanzava con passo deciso nella sabbia.
"Qui intorno non c'è nessuno. Sembra una spiaggia deserta. Eppure per un attimo mi è sembrato di vedere delle capanne. Una volta avvicinatomi erano scomparse".
Tutti lo guardarono attoniti. Steven aveva sempre preso questa impresa con serietà,  ma quello per lui sarebbe dovuto essere un momento di dolore o disperazione.
"Perché mi guardate tutti così? "
"Come ti senti giovanotto?" chiese Emiroth senza giri di parole.
Steven rimase in silenzio.  Le sue mani tremarono nervose.
Meg lo abbracció e gli altri si strinsero intorno a loro.
Steven voleva restare forte e andare avanti per Michelle, e tentò di soffocare le lacrime.
"Bisogna interrogarlo. Deve dirci tutto quello che sa."
Adam aveva ripreso il suo ruolo da capo. Jep era ormai sveglio ma non si era mosso da quel punto neanche per un istante. Era seduto nella sabbia a fissare il mare, come se aspettasse che il gruppo decretasse la sua punizione.

"Io tentavo di salvarla. Sapevo che sarebbe successo se non vi avesse fermati".
Le parole di Jep sembravano sincere ma qualcosa in lui non li convinceva .
"Perché allora non ci hai avvisati fin dall'inizio? Potevi raccontarci tutto invece di mettere in pericolo Michelle" rispose Adam senza far trasparire alcuna emozione.
"Io dovevo impedire che voi arrivaste qui, ma volevo anche salvarla".
"Tu sapevi tutto fin dall'inizio e hai fatto finta di aiutarci?"
"Vi ho solo tenuto d'occhio, non vi ho aiutati ne ostacolati. Il mio compito era solo non farvi arrivare sull' isola".
"Perché? Chi ti ha dato questo compito?"
"Lei. La regina. Ha qualcosa che mi serve. Avevano un patto. E ora è andato in fumo perché siete arrivati sull'isola. Tutti i miei sforzi in fumo". Jep si alzò ed iniziò a calciare la sabbia. Stava perdendo il controllo. Sembrava disperato.
"Cosa ti aveva promesso? "
"Che importa? Tanto adesso ci ucciderà tutti. Io ho tentato di salvare anche voi...anche lei" disse voltandosi verso Steven che ascoltava senza alcuna espressione nel viso. Si sentiva svuotato.
"Verrai con noi. Riusciremo a portare a termine la nostra missione e ad aiutarti se per te è così importante..."
Adam si interruppe, degli strani versi venivano dalla boscaglia. Tutti si voltarono e videro uno strano animale uscire dalle piante. Era l'incrocio tra un orso ed un pesce. Aveva in effetti le sembianze del primo, ma una pelle a squame come il secondo. Era di diverse tonalità di colore, che andavano dall'azzurro cielo al verde acqua, passando per il marrone e l'arancio. L'animale avanzava furioso verso di loro, come se qualcuno avesse invaso il suo territorio. I ragazzi volevano estrarre le armi, ma Meg li fermò ed estrasse il suo scettro. Non era sicura di come usarlo, ma li avrebbe sicuramente protetti, come accaduto nella galleria, senza far del male all'animale. Una luce abbagliante si dipanó dall'oggetto, e l'orso si fermò e si mise a sedere, fissando Meg.
"Non sapevo foste voi, non sapevo foste qui" pensò l'animale.
La cosa strana era che Meg riusciva a sentire i suoi pensieri.
"Tu mi capisci non è vero?".
L'orso sapeva che Meg poteva ascoltare i suoi pensieri, perché sembrava conoscerla.
"Come fai a conoscermi? Come faccio a sentirti?". Fu in quel momento che Meg si accorse che anche lui poteva leggere i suoi pensieri.
"Io non ti conosco ma sapevo che saresti arrivata. È il tuo scettro, è il suo potere, perciò mi capisci".
Un fumo viola si alzò dal fitto della foresta. L'orso si mosse rapidamente e concluse dicendo "State attenti. Quest'isola non è abbandonata come sembra. E le creature che abitano la foresta non amano i visitatori".
Si tuffò in acqua, scomparendo tra le onde sotto gli occhi attoniti dei presenti.
"Cosa è successo? Eravate li immobili, sembrava che vi parlaste con gli occhi". Eve si avvicinò a Megara in cerca di risposte.
"Infatti abbiamo parlato grazie allo scettro. Emiroth, chi vive nella foresta?".
"Non lo so con certezza, quasi nessuno è tornato per narrarlo".
"Incoraggiante" disse Jonas.
"Non c'è un modo per aggirare la foresta?" chiese Adam.
"No, purtroppo la spiaggia ad un certo punto termina e iniziano le rocce, e neanche li la compagnia è delle migliori".
"Quindi questo quale dei tre regni è?"
"Nessuno dei tre. Questa parte dell'isola è chiamata la spiaggia degli spiriti, e non fa parte di nessuno dei regni, perché in teoria ha il suo popolo e il suo regnante. Ma nessuno li ha mai visti, molti non sono tornati da qui, e chi ci è tornato, beh, ha raccontato cose spaventose".
Il silenzio calò sulle loro teste, ma non si poteva fare altro che attraversare la foresta, e così decisero di fare. Armati e spaventati si addentrarono nella boscaglia. Jonas chiudeva la fila, per controllare Jep che li seguiva in silenzio. Non aveva più detto una parola, e nessuno lo aveva più interpellato.

Era pomeriggio probabilmente, il cielo si era schiarito con quella luce tenue che illumina il cielo dopo mezzogiorno. Aveva anche smesso di piovere.
La vegetazione era fitta, e vari rumori naturali circondavano il gruppo, dal verso degli uccelli al fruscio delle foglie. Tutto sembrava tranquillo.
"Non ricordo dove avevo visto le capanne, sembra che tutto sia uguale fra gli alberi".
Steven era stanco e provato, ma cercava di rendersi utile, come sempre, probabilmente per non pensare a Michelle.
Poi ci fu un rumore, più forte, era il verso di un animale, o una sinistra risata. Una scimmia sorridente si calò da un ramo, il suo sorriso era un ghigno, e a quella risata assordante seguì una invasione di scimmie che attaccò il gruppo.
"Correte!" gridò Emiroth trasformandosi in gufo e volando tra i rami.
Le scimmie iniziarono a lanciare frutti contro i ragazzi, e a poco servì il tentativo di Emiroth di distrarle. Iniziarono a correre nella boscaglia, sempre più fitta e piena di spine. Eve iniziò a lanciare frecce dal suo arco mentre Adam davanti agli altri cercava di parare i colpi con la sua spada. Meg cercò di creare uno scudo protettivo con il suo scettro e cercò di concentrarsi per sentire i pensieri delle scimmie ma uno sparo interruppe il flusso dei suoi pensieri. Jep aveva sparato fra i rami e le scimmie erano scappate all' istante. A nessuno era venuto in mente di controllare se Jep fosse armato, e forse era stato un bene.
"Prego" disse lui, ritornando per un attimo lo spaccone del Millepiedi.
"State tutti bene?" disse allora Adam. Gli altri erano pieni di graffi e sbucciature, ma nessuno era ferito in maniera grave.
"Immagino questo fosse solo l'antipasto" disse Jonas.
"Temo di si" rispose preoccupato Emiroth.
Ripresero a camminare. Era diventato più buio, e non si capiva se fosse il cielo a scurirsi o gli alberi a farsi più fitti.

"Che altro ci aspetta" chiese Adam ad Emiroth avvicinandosi a lui.
"Non lo so con esattezza. Ma so che qualcuno ci stava seguendo" disse bisbigliando Emiroth.
"È scomparso dopo l'attacco delle scimmie ma avrà avvisato gli altri del nostro arrivo".
Chi era?
Non lo so, ve l'ho già detto, non conosco chi popola questa parte dell'isola, ma di certo non sono esseri ospitali
Ma se hai visto chi ci seguiva ti sarei fatto una idea di chi abita questa foresta” disse Meg. Eve si avvicinò per ascoltare. C' era una tacita pace tra le due ragazze, dopo quello che era accaduto a Michelle Eve non aveva più attaccato nessuno.
Aveva un mantello viola, con il cappuccio, credo fosse una persona, un umano, come voi, ma non ne sono certo, anche gli spiriti e le creature dei boschi hanno sembianze umane. Non saprei dire neanche se fosse un uomo o una donna”.
Camminavano da circa un'ora, ma non vi era traccia né di creature, né di umani, né di capanne. Nemmeno il binocolo di Steven aveva avvistato nulla.
Vi erano però diversi animali nascosti tra i rami, probabilmente anche altre scimmie, ma dopo gli spari nessuno aveva più osato avvicinarsi a loro. Vari occhi li fissavano tra le piante, spesso di bizzarri uccelli tropicali. La fauna e la flora erano talmente variegate da confondere l'esploratore più esperto. In fondo alla fila Jonas e Steven camminavano vicini, Jonas voleva tenere d'occhio Steven, che secondo lui prima o poi sarebbe crollato, e tentò per questo di iniziare a legare con lui.
Ma non distoglieva mai lo sguardo da Jep, di cui non si fidava. Steven invece faceva finta che non ci fosse, la sua rabbia e il suo dolore erano immense, ma persino lui aveva capito che Jep non era il vero responsabile di quello che era accaduto.
Lo sapevo che qualcuno era arrivato sulla spiaggia” disse una voce maschile nascosta tra gli alberi. La figura di un ragazzo, avvolto in un mantello scuro, si scorgeva tra le piante.
Il gruppo si fermò, con le armi ben strette tra le mani.
No no no. Non si va a casa degli altri armati”.
Il ragazzo aveva un mantello verde acqua probabilmente, era troppo buio per vederlo bene pensò Meg, e aveva un paio di sandali alla greca dello stesso colore. Era avvolto nel mantello, ma si scorgevano degli abiti corti, come dei pantaloncini di un tessuto brillante. Aveva i capelli biondi, e il viso abbronzato. La luce della luna improvvisamente comparsa stava illuminando ora il suo volto. Il viso era lentigginoso, il naso lungo ma delicato, e occhi verdi come il mare.
Perché ci stavi seguendo?” chiese Adam pronto ad affrontarlo.
Seguirvi? Io sono stato tutto il giorno qui. Se qualcuno vi ha seguito vi conviene tornare indietro, non tutti qui sono simpatici come me” rispose il ragazzo abbozzando un sorriso.
Tu non sei uno di loro?” chiese Meg.
Uno di loro? Non sai neanche chi sono, o meglio, chi siamo, dall'abbigliamento non siete certo di queste parti.
Non siamo qui per portare guerra nella vostra foresta, siamo diretti nei regni oltre le rocce, siamo qui solo di passaggio” disse Emiroth.
Invadere il regno altrui è sempre una cosa sbagliata, qualunque sia la motivazione”.
Non invadiamo niente, non vi conosciamo nemmeno, dobbiamo solo attraversare l'isola. Perchè dovreste aggredirci”.
Perché questo posto è nostro. E non ho detto che vi aggrediremo, quello che si dice su di noi non è sempre vero. Semplicemente la nostra foresta non segue nessuna logica umana, questo forse ha fatto impazzire chi è venuto prima di voi. Siamo solo stanchi di gente che viene a rubare i nostri segreti, chi lo fa è giustamente punito”.
Si sporse per vedere gli ultimi della fila, come se non vedesse tanta gente da chissà quanto tempo. In quel momento sorrise guardando Jonas.
Vedo che sulla Terra la materia prima non manca” disse con soddisfazione.
Eve sorrise, guardando Jonas, che non aveva affatto capito l'allusione del ragazzo.
Comunque abbassate le armi ed andate, io non vi ho visto, non mi interessa. E neanche voi mi avete visto. Su su andate”.
Li fissò facendo loro segno di incamminarsi oltre il suo albero, e solo passando accanto a lui notarono un capanno dietro di lui. Era come se fosse invisibile o visibile a seconda della prospettiva. Aveva ragione Steven in parte, le capanne non erano scomparse, erano visibili solo da alcune angolazioni. Non aveva alcun senso logico, pensò Steven, cercando di trovare una spiegazione fisica a questo fenomeno.
Il gruppo si allontanò, mentre il ragazzo scomparve nuovamente tra gli alberi.
E io che pensavo facessi colpo solo su spogliarelliste e cameriere” disse Eve a Jonas ridendo.
Di cosa stai parlando?
Tutti risero, allentando finalmente un attimo la tensione.
Di cosa sta parlando?” chiese nuovamente Jonas.
Cammina va!” disse la ragazza dandogli una pacca sulla spalla.

Un pavone comparve davanti a loro, come se fosse sbucato dal nulla. Era immobile, bloccando la strada. Una piuma si staccò dalla sua coda, e l'animale scomparve.
Lo avete visto tutti vero?” disse Jonas.
Sì. Il pavone è presente in molte tradizioni antiche. E perde le piume nella tradizione cristiana in autunno, quindi se nello spazio siamo molto distanti da Londra, nel tempo siamo ancora a settembre, forse”.
Si ma cosa significa?” chiese Eve.
Rinascita, resurrezione” rispose Emiroth. “Ma anche stupidità ed adulazione. Non sono pericolosi per le armi gli abitanti della foresta, ma per quello che fanno alla tua mente”.
La nostra foresta non segue nessuna logica umana” disse Meg ripetendo le parole del ragazzo.
Esatto. Nulla sarà reale anche se ci sembrerà che lo sia, ecco perché l'orso sembrava un pesce, le scimmie ridevano come umani, e le case sembrano invisibili”.
Erano li andati armati di forza, ma solo l'intelligenza li avrebbe condotti vivi fuori dalla foresta.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x11: Imagination sarà online mercoledì 15 ottobre]
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Take Me Home 1x09: Bittersweet Goodbye



Nessuna notizia della banda che ha rubato il diamante Luce del Limbo dalla International Jewellery London. L'unico identikit disponibile, quello dell'autista, non ha portato alcun riscontro negli archivi della polizia. I ladri sono accusati anche di omicidio, per aver giustiziato tutti i sorveglianti della galleria”.
Il telegiornale parlava solo di loro da ventiquattro ore. Nessuno aveva lasciato l'appartamento, erano tutti chiusi li, senza speranze e senza una soluzione. Persino Emiroth aveva smesso di parlare.
Il detective Pragging di Scotland Yard sostiene che sia una banda inesperta visto il caos lasciato e la inutile scia di morti, un vero ladro avrebbe eseguito un lavoro più pulito e senza vittime”.
La televisione era sempre accesa ma Jonas evitava di ascoltarla, chiuso nella sua stanza. Stava evitando tutto e tutti, e prima o poi la polizia avrebbe rintracciato la sua auto e lo avrebbe trovato.
Serve a poco essere innocenti quando ci si imbatte nella magia. Gli umani non troveranno mai il colpevole reale, specie se si tratta di simurg” disse Emiroth, essendo decisamente poco d'aiuto.
Dobbiamo trovare un posto sicuro, specie per Jonas, non può restare più qui” disse Eve pensierosa.
Non abbiamo nessun altro posto, se scoprono la sua identità rintraccerebbero subito anche noi” disse Steven dubbioso.
Portiamolo da Jep, al Millepiedi, li non ci conosce nessuno e ospitano tutti” disse Michelle.
Non possiamo chiedere a Jep di ospitare un fuggiasco, e ha già dimostrato che non gli siamo molto simpatici” rispose Eve.
Portatemi da Jep, resterò li per un po', voi dovete andare avanti con la missione, non potete fermarvi per me” disse Jonas comparendo in piedi davanti alla porta della sua camera. Il suo aspetto era quello di qualcuno che non dormiva da settimane, nonostante fossero passate solo ventiquattro ore dalla rapina.
Il giovanotto ha ragione, noi abbiamo qualcosa da fare, dobbiamo riprendere il diamante prima che...” disse Emiroth interrompendosi improvvisamente, come se sapesse cosa stesse per accadere.
Tu hai ancora molte cose da spiegarci, ma ne parleremo più tardi, dopo aver messo Jonas in salvo” disse Adam.

La Tana del Millepiedi non era certo un posto raccomandabile per l'occhio umano che non sapeva dell'esistenza di strane creature ed altri mondi, ma in quel momento era l'unico posto per nascondere Jonas senza che nessuno facesse domande.
Non è certo il luogo in cui mi piacerebbe passare le mie serate” disse Emiroth.
Non che non ci sia mai stato, questo era uno dei primi posti di rifugio e tranquillità per le creature magiche a Londra, ma è rimasto l'unico oggi. Beh comunque non è un posto molto accogliente” concluse il gufo.
"Dovete ordinare?" disse Sally appena misero piede nel locale. La cameriera non sembrò riconoscerli, e Jonas questa volta non era in vena di corteggiamenti. Sally continuava a masticare nervosamente la sua gomma e a battere la matita sul taccuino.
Siamo qui per parlare con Jep” disse Adam.
Jep non è qui. Dovete ordinare?” rispose la monotona la cameriera.
Si, caffè per tutti, e appena arriva Jep digli che dobbiamo parlargli” tagliò corto Meg.
Sally si avviò verso il bancone, indispettita perché nessuno poteva darle degli ordini, tanto meno una ragazza. “Qui si credono tutti i miei padroni, ma un giorno, vedranno un giorno!
Ora puoi iniziare dal principio Emiroth, e cortesemente questa volta non omettere nulla” disse Meg fissando con i suoi occhi viola il gufo, il quale era decisamente in imbarazzo.
Non potrei dirvi molto in realtà, ma visto come è andato il recupero del diamante, penso che meritiate qualche spiegazione”.
Erano seduti in uno degli angoli più nascosti del Millepiedi, e una luce violacea con riflessi rossi illuminava il loro tavolo, mentre il buio regnava fuori dalle finestre rotonde di legno che percorrevano il lato del locale. I posti a sedere erano delle panche a tre posti con schienale incurvato, come quei troni dei cattivi che si vedono nei fumetti, intagliate in quelle che un tempo erano possenti querce.
Ebbe inizio tutto tre lustri fa, quando Luce del Limbo fu rubato dalla terra in cui abitavano Adam e Megara, l'isola di Ageilia. Beruthiel, regina di uno dei regni dell'isola, rubò il diamante facendo calare l'oscurità sul resto dell'isola e impossessandosi di tutto il potere. Tutti da quel giorno furono sottomessi a Beruthiel, e Adam e Megara furono mandati sulla terra in salvo, perché una potente strega dell'isola disse che solo loro un giorno avrebbero potuto salvare il regno. Alcuni di noi furono mandati con voi sulla terra, con il compito di proteggervi ed aiutarvi al momento di tornare a casa. Altri sono scappati da Ageilia cercando riparo sulla Terra, alcuni non ci sono però riusciti, fermati dai simurg, e imprigionati nelle segrete del castello di Beruthiel. Un'altra persona fu mandata in tenera età sulla Terra, ma mentre Adam e Meg sono sempre stati sotto la nostra protezione, abbiamo sempre saputo dove foste voi due, dell'altra persona non abbiamo più avuto notizia”.
Il gufo sospirò, guardo gli altri seduti al tavolo, e smise di parlare.
Questo vuol dire che Ageilia non è sulla Terra...” iniziò a chiedere Adam.
Ageilia è sulla Terra, o meglio sospesa sulla Terra, l'ultimo regno rimasto senza radici nella terra ferma, gli altri sono andati distrutti nel corso dei millenni, dagli abitanti della terra ferma, e fu per questo che con un incantesimo i sovrani dei tre regni di Ageilia nascosero l'isola, in modo che nessuno potesse più trovarla”.
Ma se il diamante è stato rubato quindici anni fa da questa regina, ed è stato ritrovato sulla Terra quindici anni fa, come è possibile che questa donna regni ancora? Perchè nessuno prima di noi ha riportato il diamante sull'isola?” chiese Meg.
Solo loro potranno salvare l'isola, vestiti d'oro e di cuori leggeri” rispose Emiroth citando la predizione di Saffronia. “Solo voi potevate prendere dalle mani degli umani il diamante. Solo un puro di cuore poteva spezzare la maledizione che aveva confinato il diamante sulla Terra. Non si sa chi lo abbia portato qui, ma una volta che tu hai spezzato l'incantesimo i simurg hanno potuto portarlo di nuovo dalla loro regina”.
Quindi è finita, lei ha di nuovo il diamante, perché si è perso tutto questo tempo?” chiese Eve.
Nulla è finito. Fin dall'inizio si sarebbe dovuto aspettare il caldo autunno, che avrebbe riportato Meg, Adam e Luce del Limbo nello stesso luogo”.
Era insolito quell'autunno, piovoso ma caldo, il più caldo a Londra degli ultimi 15 anni.
Dovrete affrontare Beruthiel per riprendere il diamante. Ma dovremo aspettare che il portale si apra, questa notte”.
Tutti rimasero stupiti nel sentire che mancavano in realtà solo poche ore all'apertura di un portale che li avrebbe spediti su un'isola sospesa a migliaia di chilometri sul cielo di Londra.
Dovrete stare attenti, qualcuno ha sorvegliato il diamante per conto di Beruthiel per tutti questi anni, e non sappiamo chi sia, potrebbe essere ancora qui, sappiamo solo che...”
Emiroth fu interrotto da Adam, che si alzò vedendo Jep entrare nel Millepiedi, e gli fece segno con la mano. Jep li guardò stupito, dal suo sguardo si capì che erano le ultime persone che si aspettava di vedere li quella sera.
Cosa ci fate di nuovo qui”.
Abbiamo bisogno del tuo aiuto, solo per qualche ora” iniziò Adam.
Jep sembrava curioso di ascoltarli, era come se la loro presenza fosse inaspettata ma improvvisamente interessante.
Come mai siete venuti proprio da me, non ho ritrovato Fridus”.
Non siamo qui per Fridus, siamo qui perché ci serve un posto dove stare, solo per questa notte, e avevi detto che qui tutti sono ben accetti...
Restate qui, ma non infastidite e non inseguite nessuno questa volta” disse Jep nuovamente gelido. A quel punto si voltò e si avviò verso il bancone. Passando vicino ad alcuni dei suoi scagnozzi disse sottovoce “Assicuratevi che non lascino per nessun motivo il Millepiedi”.
Si sedette, prese in mano il suo drink, e uno strano sorriso si disegnò sul suo volto. Era più un ghigno che un sorriso.
Sally, trova un posto per dormire di sopra ai ragazzi” disse con tono soddisfatto.
Adesso anche la locandiera devo fare? E poi quelli li non mi piacciono” rispose con il solito nervosismo la cameriera.
Tu fallo e basta, questa è una serata importante” disse Jep tornando a bere.

Quell'uomo non mi piace” disse Emiroth.
Solo per qualche ora staremo qui, poi faremo quello che ci dirai tu. Ma se trovassero Jonas in queste ore non potremmo più partire” tagliò corto Adam, che ora dopo ora stava diventando sempre più autorevole in veste di capo di questa spedizione.
Seguitemi” disse Sally avvicinandosi al loro tavolo. “Su su, non ho tempo da perdere, è pieno di clienti. Jep vi ha trovato un posto di sopra” disse l'isterica cameriera.
Una porticina nascosta sulla parete di fondo della sala si aprì quando Sally bussò tre volte con le nocche delle dita. Non c'era davvero qualcuno dall'altra parte, la porta si era aperta da sola.
Da questa parte”. La stanza era piccola e buia, e Sally accese una piccola lampadina sulla parete vicino ad una scalinata. Quando si accese la luce la stanza apparve molto ben tenuta, con le pareti coperte da tasselli di legno. La scalinata scricchiolava e portava al piano di sopra, dove un lungo ed elegante corridoio si stagliava per tutto il piano. Tutto all'interno dell'edificio contrastava con l'esterno desolato e mal ridotto. Diverse porte erano chiuse, e alcuni mostri dall'aspetto distinto passeggiavano per su e giù per il corridoio. Il Millepiedi era sicuramente il posto più assurdo che avessero visitato, e lo scoprire questa sorta di ostello per mostri li lasciò ulteriormente basiti.
Quanto è lungo questo corridoio?” bisbigliò Eve nell'orecchio di Meg.
Non lo so, sembra non finire mai” rispose Meg alzando le spalle.
Fu un momento davvero insolito per le due ragazze, seppur durò solo pochi secondi.
Uno strano essere alto in frac si tolse il cappello e fece un inchino verso le ragazze.
Fred, non fare il cascamorto con tutte” tuonò Sally.
Ecco potete stare qui per ora, non abbiamo altre camere. Se serve qualcosa chiamatemi”.
Sally uscì sbattendo la porta, lasciando i ragazzi in una camera enorme, con tre finestre, mobili rifiniti in legno, carta da parati e tappeti.
Qualcosa non mi torna, non mi piace questo posto” sbuffò Emiroth accendendosi la pipa.
Che cosa non ti torna?” chiese Adam.
Non lo so, ma tutto questo mi sembra strano, non ci ha chiesto neanche perché siamo qui quel tipo, Lem, Ted, Bob, o come si chiama”.
Jep. E lui ha sempre detto che questo è un posto che accoglie tutti” disse Steven.
Michelle guardava fuori dalla finestra, come se aspettasse qualcuno o qualcosa, un segno, era stranamente irrequieta quella sera. Emiroth continuava a fissarla, e stava per farle una domanda, quando qualcuno bussò alla porta e la aprì.
La stanza è di vostro gradimento? Visto che è una cosa temporanea vi ho messo tutti insieme, anche perchè le camere sono terminate” disse Jep, avvolto nel suo giubbotto di pelle.
Chi ti dice che è una cosa temporanea?” disse dubbiosa Meg.
Beh, anche io vedo i telegiornali” disse Jep sorridendo in direzione di Jonas e accendendosi una sigaretta.
Michelle si voltò un attimo a guardarlo e poi si girò nuovamente verso la finestra, prima che i loro sguardi si incrociassero.
Jep andò via subito, e Emiroth consigliò ai ragazzi di riposarsi, mancavano poche ore all'apertura del portale, alla piccola rimessa delle barche a gasolio sulla riva del Tamigi. Il portale si sarebbe aperto verso l'isola di Ageilia alla mezzanotte tra il ventottesimo e il ventinovesimo giorno di settembre del caldo autunno che avrebbe riunito l'uomo e la donna dai cuori leggerie li avrebbe condotti sulle rive di una delle spiagge del luogo.

Non era ancora mezzanotte, quando la porta della camera si aprì pian piano, nel silenzio e nel buio totale. Qualcuno si introdusse nella camera e senza fare alcun rumore si avvicinò a Michelle e le sussurrò nell'orecchio “tra cinque minuti alla rimessa delle barche”.
Michelle, in uno stato di dormiveglia, nei primi secondi pensò di aver immaginato tutto, finché non vide questa sagoma chiudere pian piano la porta della camera. Non riuscì a vedere chi fosse, ma quella voce cupa le sembrò familiare.
Non sapeva cosa sarebbe successo, aveva una strana sensazione da tutto il pomeriggio, una brutta sensazione, ma si convinse che doveva seguire quella voce, doveva recarsi alla rimessa.
Si avvicinò alla finestra, la aprì e scese dalle scale antincendio. Le sembrò il modo giusto per far passare inosservata la sua fuga notturna. Il vento era caldo fuori. Michelle iniziò a scendere per le scale, si ritrovò in strada si guardò intorno e si incamminò a passo svelto verso il Tamigi. In tasca stringeva il suo cammeo, e non riusciva a pensare più a nulla.
Dove stava andando? Cosa stava facendo? Chi la stava aspettando?
Non aveva risposte a queste domande, e decise di smetterla di porsele.
La rimessa delle barche a gasolio era una specie di magazzino sulla riva del fiume, con un pontile di legno stretto e non molto affidabile.
Quando scese gli scalini di pietra per arrivare allo spiazzo del magazzino, notò una figura sul pontine, che la fissava. Si avvicinò con cautela, e fu sorpresa di trovare quella persona li ad aspettarla.
Aveva un giubbino rosso, e sembrava più alto del solito.
Sei venuta, ti stavo aspettando” disse la figura alla fine del pontile.
Michelle era spaventata, molto spaventata, e in quel momento si rese conto che la scelta di andare alla rimessa da sola, di notte, senza i suoi amici, senza neanche avvisarli, senza avvisare Steven, dopo tutte quelle predizioni, non era stata una buona idea.
Tu devi fermarli, devi impedire che partano questa notte”.
Michelle non rispondeva, continuava a camminare, e si fermò a metà del pontile. L'acqua si muoveva lenta sotto i suoi piedi, e la brezza calda l'avvolgeva.
Se partite qualcosa andrà storto, qualcuno morirà, qualcuno perderà tutto, qualcuno non potrà tornare a casa. Tu lo sai, le hai sentite le predizioni. Fermali”.
Perché io?” chiese Michelle reagendo a quello stato di panico che l'aveva bloccata negli ultimi minuti.
Perché le carte e gli specchi hanno scelto te. Solo tu puoi fermarli” disse la figura maschile.
Io non posso fermarli. E sono pronta ad affrontare le conseguenze. Si tratta di qualcosa di più grande di me, sono pronta alla mia punizione”.
La figura maschile strinse i pugni nervosamente, stava perdendo la pazienza, Michelle si era dimostrata più coraggiosa del previsto.
Tu devi fermarli, altrimenti...
Altrimenti?
Michelle!” disse qualcuno gridando dalla strada. Era Steven, che insieme agli altri stava correndo verso la rimessa.
La ragazza si voltò verso di lui, e poi si rivoltò verso l'uomo, che si stava pian piano avvicinando.
Altrimenti rovinerai tutto sciocca” disse con rabbia l'uomo.
Fu in quel momento, quando Adam e Meg arrivarono insieme agli altri sulla banchina che il portale si aprì.
Non c'è più tempo, fermali!” urlò l'uomo, i cui occhi divennero completamente neri, come se le pupille si fossero dilatate. Le fiamme si alzarono dall'acqua e stavano per avvolgere tutto il pontile.
Entrate nel portale, non posso spiegarvi, entrate!” urlò Michelle.
Michelle!
Steven, ascoltami, vai, so cosa faccio! A lui ci penso io, andate!” disse Michelle avanzando sul pontile verso l'uomo, che ora era illuminato dalle fiamme che uscivano dall'acqua. Fu in quel momento che gli altri scoprirono con chi stesse parlando la ragazza. Jep sembrava un demone, con gli occhi neri, più alto del solito, i pugni pieni di venature, e un ghigno nervoso di chi non aveva ancora ottenuto quello che stava aspettando.
Emiroth spinse prima Jonas e poi Eve nel portale e disse agli altri di seguirli ed entrò anche lui.
Adam stava per entrare, quando sentì una strana sensazione, si voltò di scatto e vide Steven e Meg immobili che fissavano quello che stava accadendo. Jep era passato dall'altra parte del pontile, era a pochi passi da loro, mentre Michelle si trovava alla fine del pontile. Il suo viso era illuminato dalla pallida luce della luna e qualcosa si spense nei suoi occhi. Michelle perse i sensi e quello che i ragazzi videro fu straziante. Il corpo della ragazza si afflosciò come se fosse un pupazzo senza vita, e Michelle, con i suoi capelli biondi che danzavano nel vento, cadde in acqua, per poi essere risucchiata da un vortice che portò via lei e le fiamme.
Jep cadde in ginocchio, come se quel qualcosa che lo aveva posseduto fino a quel momento fosse improvvisamente uscito dal suo corpo.
Steven urlava e Meg in lacrime lo tirò a se. Una lunga lacrima scese sulla guancia sinistra di Adam, che si sentì come se qualcuno gli avesse strappato un arto, e con la poca forza rimasta afferrò per un braccio Megara e Steven e li trascinò con se nel portale che si stava richiudendo.
Noooooooooo”. L'urlo di Steven probabilmente rimbombò per tutta Londra, prima di essere risucchiato dal portale.
Jep si rialzò, e con le ultime forze rimaste, si tuffò nel portale, prima che si richiudesse.

[il nuovo episodio Take Me Home 1x10: Don't Cry (The Breakup Of The World) sarà online domenica 5 ottobre]
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